Da quanto tempo i forchettoni rossi erano applicati al sistema frenante della funivia Stresa Mottarone? Alcune settimane l’ipotesi degli inquirenti di Verbania che indagano sulla strage di domenica 23 maggio. E i testimoni o indagati hanno dichiarato questo. Anche se i problemi e i rumori erano già noti al caposervizio Gabriele Tadini l’unico indagato che è attualmente sottoposto a una misura cautelare. Ebbene gli inquirenti e gli investigatori dell’Arma dei carabinieri hanno un nuovo elemento su cui lavorare per cercare di capire perché la fune traente sia è rotta e sfilata, un caso rarissimo secondo gli esperti. L’emittente pubblica tedesca Zdf – come riporta Repubblica.it – ha inviato alla procura di Verbania alcuni video che mostrano come quei famosi forchettoni fossero presenti già nel 2014. A mostrare le immagini che potrebbero imprimere una svolta all’inchiesta, sul perché la cabina 3 è precipitata portandosi via 14 vite, è stata la trasmissione d’inchiesta “Frontal 21”. Le immagini con i forchettoni sono state fornite da videoamatore svizzero, Michael Meier. L’uomo è un appassionato di funivie e per questo da anni raccoglie immagini di impianti.

L’eco di quanto avvenuto sul Mottarone è stata ampia e la notizia è stata riportata da tutte le principali testate e così quando Meier ha saputo dell’incidente ha deciso di controllare se nel suo archivio ci fossero delle immagini. Tre i filmati che dimostrerebbero l’uso dei forchettoni nel 2014, nel 2016 e nel 2018. Nella puntata che della trasmissione che sarà trasmessa martedì sera alle 21 l’uomo racconta di aver notato “che già nel 2014 il forchettone era inserito mentre c’erano persone presenti nella cabina”. Al momento il caposervizio ha dichiarato di aver messo le ganasce per dieci volte in aprile e a maggio del 2021 per impedire che il freno d’emergenza si attivasse troppo spesso e agli atti ci sono anche le dichiarazioni di un operaio che invece a verbale ha raccontato che i forchettoni erano applicati da tre settimane.

Intanto per gli inquirenti è necessario un nuovo sopralluogo sul luogo dell’incidente. Si terrà lunedì prossimo e servirà a decidere le modalità con cui rimuovere la cabina, perché il consulente della Procura di Verbania, Giorgio Chiandussi, ha bisogno di analizzare anche la parte alta della cabina 3 per fare delle valutazioni alla ricerca delle cause del disastro. Lunedì si studierà il modo di portare via la cabina, anche perché è un’operazione delicata e complessa. Per gli accertamenti irripetibili gli inquirenti dovranno notificare informazioni di garanzia agli indagati e alle persone offese. E il numero degli indagati aumenterà probabilmente andando a coinvolgere, anche a garanzia, altri operatori della funivia e manutentori.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Armando Siri, chiuse le indagini della procura di Milano sul caso mutui. Indagati anche capo della segreteria e altre due persone

next
Articolo Successivo

Peter Gomez a La7: “Brusca libero per una legge inventata da Falcone. Qualcuno fa il tifo perché i mafiosi non collaborino”

next