di Carblogger

Più di 100 milioni di dollari, questo l’utile che ha avuto Elon Musk dopo aver venduto il 10% suoi 1,5 miliardi di dollari in bitcoin. Un utile che ha aiutato parecchio il buon risultato della trimestrale di Tesla. Con entusiasmo aveva comunicato al mondo a febbraio che avrebbe accettato la criptovaluta da chi intendeva comprare le sue Tesla ma di colpo mercoledì 12, con il solito tweet, ha annunciato di aver cambiato idea.

Produrre bitcoin richiede troppa energia, ha sentenziato. Viene da chiedersi se l’abbia scoperto solo ieri. Ma è difficile pensare che sia uno sprovveduto, tanto più che nel frattempo i suoi tweet hanno determinato movimenti di mercato importanti, con perdite di tutte le criptovalute anche superiori al 15%.

Quasi contemporaneamente, e sempre sul suo account Twitter, Musk aveva lanciato un sondaggio dove chiedeva ai suoi follower se avrebbero voluto che Tesla accettasse Doge per i pagamenti. Inutile dire che il quesito di Musk è stato quasi un plebiscito della rete in favore dei Doge.

Si tratta di una criptovaluta iniziata quasi per gioco nel 2013 ed è basata sul meme di un cane di razza Shiba Inu. Creata da due ingegneri software di Ibm e Adobe, è nata come una parodia di bitcoin. Dall’inizio del 2021 Dogecoin è la valuta digitale con la crescita più rapida e attualmente è la quarta in assoluto con una capitalizzazione di mercato superiore ai 65 miliardi. Non c’è evidenza che per produrre Doge l’energia impiegata sia inferiore alle altre poiché servono ugualmente una grande potenza di calcolo e un grande consumo di energia stratosferico e i conseguenti danni all’ambiente.

Ma non è tutto. Musk ha annunciato anche che il prossimo anno SpaceX lancerà un satellite sulla luna che si chiama “Doge-1” e la missione sarà pagata interamente in Dogecoin.

Alcuni hanno ipotizzato che Musk abbia già iniziato a rastrellare Dogecoin sul mercato con un portafoglio miliardario. In particolare Business Insider ha rivelato che una “balena” – questa la definizione dei wallet miliardari nel mondo delle criptovalute – possiede 36,7 miliardi di Dogecoin. Naturalmente il proprietario del portafoglio digitale è sconosciuto, ma il registro delle transazioni indica cifre che ricordano la data di nascita di Elon Musk. Tre transazioni separate erano pari a 28.061971 Dogecoin. La data di nascita di Musk è 28 giugno 1971.

Ricapitolando: il Dogefather, come si fa chiamare Musk, sceglie la criptovaluta come la sua preferita e inizia la sua campagna di marketing su Twitter per inserirla come metodo di pagamento delle sue auto e finanzia una missione sulla luna in Doge.

Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova. O no?

@carblogger_it

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