L’unico comportamento veramente serio e trasparente, come sempre, è stato quello di Nino Di Matteo, che non ha mai avuto nulla da spartire col ‘palamaravirus’“. Sono le parole dell’ex procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, nel corso di un dibattito nella trasmissione “Piazzapulita” (La7) sul caso dei verbali Amara.
Immediata la reazione dell’ex presidente dell’Anm, Luca Palamara, ospite in studio: “Veramente era un virus senza Palamara, visto che c’erano tutti. Diciamola tutta. Il virus era delle correnti“.

“No – ribatte Robledo – Il ‘palamaravirus’ è stata un’infezione della magistratura. E devo correggere la sua espressione, quando ha detto che così fan tutti. Mica è vero. Io non l’ho fatto e con me tanti altri. Quindi, lo fanno tanti, ma non tutti”.
“Ma l’ho detto”, risponde Palamara.
“No, non l’ha detto – replica Robledo – Vada a raccontare a qualcun altro le sue balle. Lei mediatore? Mediatore un accidente, lei è stato un boia, per quel che mi riguarda”.
“Sa che non posso entrare nella vicenda che lo ha riguardato”, commenta Palamara.

Robledo poi commenta la telefonata in diretta del magistrato Sebastiano Ardita, il quale, oltre ad attaccare Davigo, ha affermato che nei verbali di Amara ci sarebbero solo errori e falsità sul suo conto: “Ma allora perché non si procede subito contro Amara? Non basta l’iscrizione nel registro degli indagati. Bisogna andare avanti e processarlo immediatamente. Amara è un avvocato di esperienza, quindi è chiaro che non dica tutte cose non vere – conclude – Alcune cose saranno verosimili, ma non si proveranno mai. Altre saranno non vere, ma magari sono secondarie. Chi c’è dietro Amara? Secondo me, lui ha una certa autonomia di conoscenze che gli consentono di porre in essere delle situazioni che vanno a suo giovamento. C’è sicuramente una parte dei servizi che ha degli interessi che, attraverso di lui, cerca di realizzare. Il matrimonio ‘servizi-Eni’ è scontato“.

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