Si definisce più nel dettaglio l’American Families Plan di Joe Biden, ossia il piano della Casa Bianca da 1.800 miliardi di dollari pensato per portare sostegno alle famiglie statunitensi più in difficoltà. Con un punto fermo: a finanziare gli aiuti ai più poveri saranno i più ricchi. Un’ imponente azione redistributiva che mira anche ad attenuare diseguaglianze che negli Stati Uniti si sono ampliate in modo feroce negli ultimi decenni, favorendo anche la polarizzazione dell’elettorato e il sorgere di populismi di vario colore.

Il piano si divide in nuove spese per mille miliardi di dollari ed 800 milioni in forma di crediti di imposta che serviranno soprattutto per facilitare l’accesso all’istruzione e rafforzare l’assistenza all’infanzia a cui vengono destinati 225 miliardi di dollari. Un’analoga cifra servirà a finanziare congedi familiari ed assistenza medica. Il piano introduce un credito d’imposta fino a 3.600 dollari per ogni figlio almeno fino al 2025. Ci sono agevolazioni per frequentare gli asili nido e 200 miliardi per permettere l’accesso universale alla sciola materna., risorse per i congedi retribuiti e migliorare l’assistenza ai bambini più bisognosi. Inclusi nel piano anche aiuti per gli studenti che frequentano il college e per la lotta alla povertà. Gli obiettivi di fondo sono quelli di migliorare le competenze dei lavoratori statunitensi, aiutare il lavoro femminile, colmare i divari di opportunità tra le diverse etnie e di genere e, in un’ultima analisi, puntellare le condizioni della classe media. Negli ultimi 40 anni lo stipendio medio è cresciuto appena del 14%.

Le risorse per finanziarie il piano arriveranno da un aumento dal 37% al 39,6% dell’aliquota sui redditi dell’1% più ricco della popolazione. Inoltre sale fino al 43% il prelievo sul capital gain, vale a dire i guadagni ottenuti investendo sui mercati. Un inasprimento del prelievo di oltre 20 punti percentuali, che riguarda tuttavia solo chi ha un reddito superiore al milione di dollari (830mila euro) l’anno. Significa lo 0,3% di chi investe in borsa a cui tuttavia fa capo una quota ben più consistente del totale degli asset finanziari. All’1% più ricco della popolazione fa infatti capo più della metà di tutti gli invetsimenti azionari. La riforma mette mano anche alle tasse di successione comprimendo alcuni agevolazioni fiscali su beni beni come le case per le vacanze. E’ previsto inotre un rafforzamento dell’ Internal Revenue Service, l’equivalente della nostra Agenzia delle Entrate. Il piano dovrà ottenere il via libera del Congresso dove i Repubblicani anninciano battaglia.

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