Animalisti all’attacco contro Zalatan Ibrahimovic. L’attaccante del Milan è finito nel mirino del movimento “Centoxcentoanimalisti” per la sua presunta passione per la caccia. Nei giorni scorsi infatti, era trapelata la notizia che lo svedese avesse nella sua casa di Malmo la pelle di un leone che lui stesso avrebbe ucciso durante una battuta di caccia in Africa. Così, gli animalisti hanno affisso fuori da San Siro, a Milano, uno striscione contro Ibra. Nel cartellone ci sono alcune sue foto in campo e la frase: “Gli angeli ammazzati non portano mai fortuna, lo sport non cancella l’odore”.

“Noi abbiamo sempre sostenuto che le cattive azioni tornano indietro. Andare a caccia e uccidere animali indifesi, tanto per citare un esempio. Riteniamo Ibrahimovic, come tutti i cacciatori, una persona negativa. Tutti ormai sanno come impieghi una parte dei suoi guadagni per andare in giro per il mondo ad ammazzare animali, assieme alla moglie. E già questo basterebbe. Recentemente è emersa la sua ennesima prodezza, aver assassinato vilmente un leone“, si legge in una nota diffusa da Centoxcentoanimalisti.

“Ma anche in campo sportivo c’è da dire: quest’anno la sua squadra va piuttosto male, scudetto, coppa Italia, Europa League, obiettivi alla portata del grande Milan, completamente falliti, in forse anche la qualificazione in Champions League – prosegue la nota -. Ora è sotto inchiesta e rischia ben tre anni di squalifica, per aver violato le regole Fifa riguardo alle scommesse” e “per non farsi mancare niente, ha noleggiato un ristorante per una cena ‘tra amici’ in barba al lockdown: proprio lui, un testimonial delle mascherine (in realtà il Milan aveva poi chiarito che si era trattato di un incontro di lavoro, ndr). Sicuramente un individuo da portare come esempio – hanno concluso da ‘Centopercentoanimalisti’ -. Ma nella sua immensa presunzione, pensa di poter fare quello che vuole“.

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