“A 15 anni mi ero ritrovata ad affrontare la morte di mio padre, in concomitanza con l’uscita della prima serie di Un medico in famiglia. Ero giovanissima, stavo crescendo, questa serie di eventi mi aveva destabilizzata facendo nascere in me tante domande. E intanto sul set vedevo persone che avevano tanto successo ma non sembravano felici. Così ho iniziato un percorso, per cercare di capire quale fosse la verità, cosa fossero l’autentica gioia e il vero successo, per trovare il mio ‘centro’“. A dirlo è Margot Sikabonyi, l’attrice celebre per aver interpretato il personaggio di Maria Martini nella celeberrima fiction di Rai 1 “Un medico in famiglia“, che in un’intervista all’Huffington Post ha ripercorso la sua vita, rivelando come quel ruolo abbia iniziato ad andarle stretto e l’abbia spinta a cambiare vita per ritrovare se stessa.

“Ho convissuto con Maria per la maggior parte della mia esistenza: l’ho interpretata dai 15 ai 33 anni. All’inizio c’era molta voglia di esserle amica, ma all’improvviso lei ha iniziato ad essere più ‘forte’ di me – ha confidato Margot Sikabonyi -: le persone non riuscivano a distinguere tra persona e personaggio mentre io, adolescente, andavo alla ricerca della mia identità. Così era iniziato un periodo di rifiuto in cui ho finto che lei non esistesse. Quando mi fermavano in strada dicendo ‘Ciao, Maria’, la mia risposta era: ‘No, non sono io’. Poi, man mano, le cose sono cambiate: oggi sono estremamente grata a Maria, consapevole di tutto quello che mi ha donato.”

Adesso è un’insegnante di yoga, health coach e, soprattutto mamma: ha deciso di dedicarsi al benessere delle persone insegnando loro come vivere al meglio e di sintetizzare la sua esperienza in un libro (Respira! Alla ricerca della calma nel caos, Santelli Editore, 2021). “Nel 2009 ho fatto le valigie per Hong Kong – ha raccontato ancora -. Lì ho studiato come insegnante di yoga, che è diventato rifugio e cura insegnandomi ad ascoltare il mio respiro e me stessa. È stato uno dei viaggi che mi hanno ‘guarita’. Prima ancora c’erano state le isole Hawaii, un luogo dall’energia incredibile dove ero andata a studiare Biologia marina. Ho ripreso la mia vita in mano, un passo alla volta, un’accettazione alla volta, un respiro alla volta. Oggi, alla soglia dei quarant’anni, posso affermare di essere nel periodo più florido della mia esistenza. Tutte le paure sono svanite. L’anno scorso mi sono anche riscritta all’università. Non vedo più ostacoli”.

Poi è arrivata maternità: “Quella è stata il big bang, la meraviglia più grande. Con la nascita dei miei bambini, tutto quello che avevo imparato si è radicato ancora di più. La maternità ti mette in gioco tutto il giorno tutti i giorni, richiede responsabilità e amore costanti. Credo che, nella società in cui viviamo, essere genitori consapevoli sia un atto eroico”. Nonostante tutto però, ha ammesso che la televisione le manca “moltissimo. Oggi, grazie alle consapevolezze che ho raggiunto, so che potrebbe costituire un mezzo attraverso cui espandere ancora di più me stessa. Sia come artista che come essere umano”.

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