L’ennesimo strappo al Copasir si consuma nel giorno in cui a Palazzo San Macuto arriva per essere audito il prefetto Franco Gabrielli, sottosegretario con delega all’intelligence. Da settimane il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti è al centro di uno scontro che da settimane ha spaccato il centrodestra: Fratelli d’Italia, unico partito rimasto all’opposizione del governo di Mario Draghi, rivendica la presidenza occupata dalla Lega con Raffaele Volpi. Due lettere arrivano al Senato e a Montecitorio, ai presidenti Elisabetta Casellati e Raffaele Fico. La prima la firma il vicepresidente del Comitato, Adolfo Urso, la seconda il berlusconiano Elio Vito, anche lui membro Copasir. Entrambi fanno sapere che lasceranno l’incarico. Entrambi anche oggi disertano la seduta.

Dopo il nuovo colpo di scena, con le doppie dimissioni, fonti parlamentari del partito di Giorgia Meloni fanno sapere che la mossa che si aspettano nelle prossime ore “sono ora le dimissioni del presidente Volpi“. Le stesse fonti poi ricordano come possono essere tenute distinte “la presidenza e il riequilibrio in commissione”. Vale a dire che un punto di caduta, per mettere alle spalle lo stallo, potrebbe essere quello di un cambio di guida, mantenendo inalterata la composizione della squadra di San Macuto. Punto di caduta che però, anche alla luce delle sottolineature presenti nell’intervento sollecitato dal presidente Volpi a Senato e Camera, sembrano poco percorribili, anche politicamente, con il Carroccio che resta fermo invece a “azzeriamo tutto il Copasir e ripartiamo da zero“, scandito più volte dallo stesso Matteo Salvini, nelle scorse ore.

Nero su bianco restano le lettere di Urso, candidato di Fdi alla successione al leghista Volpi, che rimette il mandato, ricordando che “la soluzione politica” proposta nella lettera Casellati-Fico dello scorso 6 aprile “non ha finora avuto risposta dai gruppi della maggioranza”, come stesso esito ha avuto la proposta Volpi che prevedeva che “tutti i componenti il comitato rassegnino le proprie dimissioni“. Per Vito, che scrive invece a Fico, “non è più tollerabile, in un organo così importante ed in un momento così delicato, il perdurare di una situazione non corrispondente alla legge, con alla presidenza un esponente della maggioranza”. Intanto oggi, a conti fatti, dei dieci membri del Copasir a San Macuto i presenti erano solo sei: a parte Urso e Vito, assenti anche il dem Enrico Borghi e Francesco Castiello, entrambi fuori per motivi di salute.

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