Sul vaccino AstraZeneca “aiuterebbe molto anche nella divulgazione se ci fosse una posizione univoca a livello Ue. Uno dei problemi maggiori in questa pandemia è stata purtroppo la mancanza di coesione e uniformità negli interventi dei Paesi europei”. Così Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa del venerdì sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia. Rezza ha sottolineato che c’è stata una “difformità di posizioni” anche se “dopo la maggior parte dei Paesi Ue si sono allineati su una strategia comune. Ci sarebbe bisogno di tutt’altra unità di intenti e interventi”.

Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute ha poi spiegato nuovamente la situazione del vaccino di Oxford, ribadendo il perché dei diversi cambi in corsa, e sottolineando che “una persona di 30 anni può farlo” ma che “essendo basso il rischio che si verifichi un caso grave di Covid” può decidere “di usare un altro vaccino”. “Strategicamente – ha aggiunto – bisogna fare un altro ragionamento: è bene vaccinare le persone in età giovanile (che sostengono l’epidemia) con vaccini che blocchino la trasmissione. Interessa soprattutto quello”.

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