Il ritorno del senatore Lello Ciampolillo alla ribalta delle cronache politiche non è dei migliori. Il senatore ex M5s – diventato noto al grande pubblico per il suo voto in extremis nell’ultima fiducia ottenuta dal governo Conte 2 – è stato censurato dal presidente di turno dell’aula di Palazzo Madama, Roberto Calderoli, perché per parlare al microfono ha chiesto di alzarsi e spostarsi alla collega della Lega Elena Testor che però è infortunata e indossa un tutore alla gamba. Calderoli lo ha richiamato prima che iniziasse l’intervento (si stavano esaminando delle mozioni). La censura è stata deciso secondo l’articolo 67 del Regolamento del Senato che tra i vari casi cita che la sanzione scatti anche “qualora un Senatore, nonostante il richiamo inflittogli dal presidente, persista nel suo comportamento”.

Infatti Calderoli ha fatto notare una prima volta a Ciampolillo: “Poteva prendere un altro microfono. Ha fatto alzare una senatrice infortunata e con un tutore. Non è né educato né corretto”. Ciampolillo ha replicato: “Le ho chiesto se potevo e mi ha detto di sì”, riferendosi alla senatrice leghista, rimasta accanto, in piedi. Una volta che Ciampolillo ha terminato di parlare, Calderoli ha ribadito il suo disappunto: “Nonostante il richiamo fatto, lei ha continuato nel suo atteggiamento. Esprimo la censura da parte della presidenza“.

Interpellata al telefono dall’agenzia Ansa, Testor ha poi spiegato: “Ho un tutore per una lesione ai legamenti e ho scelto quel posto perché è più esterno e mi consente di stendere la gamba. Ciampolillo mi ha chiesto di spostarmi dicendo che voleva parlare da lì. Sicuramente ha visto il tutore, purtroppo si nota. Credo che potesse intervenire dal suo posto o altrove. Mi spiace ma ho apprezzato le parole di Calderoli e degli altri colleghi che mi hanno espresso solidarietà, compreso il sottosegretario alla Salute Sileri”.

Oggi in Edicola - Ricevi ogni mattina alle 7.00 le notizie e gli approfondimenti del giorno. Solo per gli abbonati.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Successivo

Copasir, la Lega insiste: “Nostra presidenza legittima”. Meloni: “Parlerò con Salvini”. Che dice: “Se vogliono la poltrona, gliela lasciamo”

next