In Gran Bretagna sono già state inoculate più di 35 milioni di dosi e c’è un’adesione che al momento e del 99,25% fra le oltre 4 milioni di persone a cui è stato offerto il richiamo. “Riapriremo con 35-40 coperti e abbiamo cominciato a prendere le prenotazioni: siamo già pieni la sera per 4 settimane. La gente vuole uscire, non ce la fa più a tutti i livelli”. Parla chef Giorgio Locatelli e lo fa a Libero. Una Londra, quella dove si trova il suo famoso ristorante, che è rinata: “In Gran Bretagna abbiamo avuto sei mesi di chiusura totale, di zona super rossa. Non è esistito l’arancione, il giallo, le aperture. Abbiamo avuto una stretta più decisa rispetto all’Italia e adesso raccogliamo i frutti. Anche perché la politica sulla vaccinazione qui ha funzionato benissimo, siamo a 33 milioni di vaccinati su 65 milioni di abitanti, vuol dire il 50%,”, spiega Locatelli. La sua soddisfazione per la riapertura è evidente: prima tavoli all’aperto e da metà maggio anche al chiuso: “Sento che in Italia molti lamentano di non aver ricevuto denaro in aiuto, ma questa mi sembrerebbe una cosa assurda. Nel Regno Unito gli aiuti hanno funzionato, ma nessuno ha ricevuto soldi. Gli imprenditori sono stati sostenuti a livello di tasse e contributi rimandati e dilazionati. Rispetto all’Italia ha funzionato bene la cassa integrazione, con l′80% dello stipendio rimborsato”. Parole non semplici da leggere senza arrabbiarsi, per molti ristoratori in ginocchio e che non hanno idea sul futuro e su quando potranno riaprire.

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