“Siamo sottoutilizzati”. A Iseo, in provincia di Brescia, le sedie del centro vaccinale ospitato nella palestra della città sono rimaste vuote: per il secondo giorno di seguito sono state convocate soltanto 120 persone a fronte di una capacità di oltre 800. E così nel palazzetto dove giocava la squadra di basket locale è stata attivata soltanto una delle otto linee possibili. È l’ennesimo flop della campagna vaccinale lombarda, dopo i disagi dei giorni scorsi a Cremona, Como, Monza e Varese, dove il personale è stato costretto a chiamare i pazienti uno per uno al telefono. Anche qui sulle rive del lago, Il problema non sono i vaccini che mancano “ma la gestione delle convocazioni – racconta il sindaco Marco Ghitti dopo aver ringraziato i volontari, i medici e gli infermieri che lavorano in questo centro – avere una potenzialità tale e vedersi sottoutilizzati sicuramente non fa piacere né a me né ai miei concittadini”.

E se il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha scaricato tutte le responsabilità su Aria, chiedendo le dimissioni in blocco del consiglio d’amministrazione (cosa avvenuta oggi), in realtà i malfunzionamenti derivano anche da una serie di scelte prese da lui, insieme alla sua vice Letizia Moratti e a Guido Bertolaso. Inizialmente, infatti, le intenzioni di Moratti e Bertolaso sono quelle di affidarsi a Poste Italiane per la gestione delle convocazioni degli anziani. A febbraio però è la stessa società di Poste ad ammettere di non essere in grado di adattare il proprio sistema nei tempi sperati. Nonostante questo, forse per la pressione mediatica, i vertici regionali decidono di anticipare al 18 febbraio l’inizio delle somministrazioni agli over 80, e affidarsi ad Aria pur senza avere i tempi necessari per l’adeguamento del sistema informatico delle prenotazioni. Per questo ancora oggi le agende con gli appuntamenti vengono fatte con la compilazione di file excel non integrati nella piattaforma: Ecco la ragione del caos di questi giorni. E delle immagini dei palazzetti deserti.

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