Era l’8 febbraio scorso. Il governo Draghi doveva ancora nascere, i partiti erano impegnati con il secondo giro di consultazioni, Salvini avrebbe incontrato il premier incaricato 24 ore dopo. Ma già sapeva cosa gli avrebbe detto: “Domani proporremo a Draghi il modello Bertolaso. C’è un modello lombardo che è il più avanzato dal punto di vista della messa in sicurezza della popolazione e delle vaccinazioni“. Le parole del leader della Lega erano state pronunciate subito dopo il suo incontro a Milano con il neo consulente del presidente Attilio Fontana, e i vertici della Regione. L’entusiasmo di Salvini già un mese e mezzo fa si scontrava con un fatto: in Lombardia le vaccinazioni degli over 80 sarebbero partite soltanto a fine mese, mentre il via in altre regioni come il Lazio era in programma per il 9 febbraio. “Ho visto un piano convincente” disse Salvini. Parole che a distanza di un mese e mezzo, con il caos delle vaccinazioni in Lombardia e con la decisione del governatore Fontana di chiedere le dimissioni del cda di Aria, suonano come una beffa.

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