Da una settimana gli Spedali civili di Brescia rischiano di rimanere senza posti letto per i pazienti Covid che si trovano in gravi condizioni. “Il tasso di saturazione in terapia intensiva (che nel resto della Lombardia è del 40%) si è assestato da circa cinque giorni a oltre il 90%, nonostante la regolare apertura di nuovi posti“, spiega la direzione del Civile. Il problema è che i ricoveri continuano ad aumentare: nella giornata di venerdì erano 401 i posti letto occupati, ad oggi sono già 431 i pazienti ricoverati, di cui 35 in terapia intensiva. La provincia di Brescia si trova da due settimane in zona arancione “scuro”: nonostante questo, però, ci sono stati 7.328 nuovi positivi negli ultimi sette giorni, con una media superiore ai mille casi ogni 24 ore.

Se il numero dei contagi non dovesse rallentare, a breve non ci sarà più posto per accogliere i pazienti più gravi agli Spedali Civili. Non ci sono più margini: i reparti che erano tornati alle attività ordinarie sono già stati riconvertiti in aree Covid, così come è attivo il coordinamento regionale per il trasferimento dei pazienti verso altri ospedali del Bresciano o anche fuori provincia. Dal 24 febbraio valgono le regole imposte per la cosiddetta zona arancione “rafforzata”, che prevede la chiusura di tutte le scuole.

Per ora però i benefici della stretta non si vedono: anche oggi la provincia di Brescia conta 485 nuovi contagi (sostanzialmente gli stessi di lunedì scorso) ed è il secondo territorio con più casi dopo Milano. Domenica Brescia aveva persino superato il capoluogo con 1.228 nuovi positivi in 24 ore. Nei giorni scorsi la situazione non era migliore: 1.210 contagi accertati sabato scorso, 1.122 venerdì, 1.114 giovedì e il picco di 1.325 raggiunto mercoledì. Numeri che presto si riverseranno sugli ospedali: prima di vedere una discesa dei ricoverati, scrive il Corriere della Sera, bisognerà aspettare il 24-26 marzo.

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