La quinta e ultima serata ha decretato il vincitore di Sanremo 2021: i Maneskin. Edizione che passerà alla storia: senza pubblico, nel pieno della pandemia, niente superospiti, budget ridotto e soprattutto con una platea vuota. La Rai, con tutte le difficoltà del caso, la porta a casa e archivia il Sanremo più difficile degli ultimi anni. Chi sono i promossi e i bocciati del quinto appuntamento festivaliero in onda sabato 6 marzo?

Ha condotto, cantato, ballato. Ha fatto ridere. Lo showman, il grande mattatore: per cinque sere per ben due edizioni. Rosario Fiorello è il più bravo di tutti e lo dimostra ancora una volta sul campo con maestria e mestiere. E pensare che lo accusavano di non mettersi in gioco, di non avere coraggio. Per dirla con un titolo, basta citare i Maneskin. Signori, c’è Fiorello: zitti e buoni. Voto 10

Amadeus è un padrone di casa eccellente. Un professionista che ce l’ha messa tutta. Ha commesso degli errori? Probabilmente sì ma alcune sue lamentele hanno dimostrato che aveva ragione. Senza pubblico non è stato un vero Sanremo. In campo è sceso, ha giocato, ha portato a casa la gara. Un professionista. Voto 8

Per il terzo anno consecutivo in Riviera ma con un nuovo ruolo: cinque quadri e cast fisso. L’evoluzione di Achille Lauro non sembra però esserci stata, tanto rumore per nulla. La forma straborda, la sostanza fatica. Sembra il generico di David Bowie con firmati alla Celentano e con ammiccamenti a Renato Zero. Non esplode. Delude. Voto 5

L’idea di portare Zlatan Ibrahimovic poteva essere vincente perché capace di stupire. Per una sera avrebbe anche funzionato, per cinque non ha reso quanto ci si aspettava. Il ruolo del “cattivo” disegnato e ripetuto non ha di certo aiutato. Non è un caso che il meglio sia arrivato dagli imprevisti. Voto 6

Elegante, imprevedibile, talentuosa. Una signora della musica, una grande interprete. Ornella Vanoni è la carezza e l’abbraccio del sabato sera, un tuffo nelle emozioni. Un modo per cantare insieme con e grazie a lei. Che classe. Voto 10

Serena Rossi e Tecla Insolia si limitano a quella che viene chiamata “promozione di rete”: la Rossi lancia il suo nuovo show “La canzone segreta”, la Insolia la fiction su Nada. Si aggiunge poco ma si rafforza l’idea del Festival come vetrina per traghettare gli altri. Senza voto

Giovanna Botteri è da più di anno sempre al centro della scena, il racconto della pandemia sbarca anche sul palco. La pandemia c’è, si vede, anche all’Ariston. Uno spazio doveroso. Voto 7

Alzi la mano chi non ha cantato tutte le canzoni di Umberto Tozzi? Basta questo per spiegare perché la sua ospitata al Festival è assolutamente riuscita. Gloria fu. Voto 9

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