Vincenzo De Luca ha annunciato la chiusura di tutte le scuole in Campania a partire da lunedì. Il presidente della Regione ha sottolineato che, soprattutto nelle scuole di Napoli, si sono registrati diversi casi di variante inglese. “Prima dobbiamo completare la vaccinazione del personale scolastico e poi parleremo di riapertura”, ha detto lasciando intendere che non si tratta di una misura breve. “Per il personale scolastico abbiamo prenotazioni al 25 febbraio per 114mila unità, ad oggi 28mila persone sono vaccinate – ha detto – Di Astrazeneca abbiamo 142mila dosi a febbraio e 164mila a marzo, dunque abbiamo possibilità di completare la vaccinazione del personale scolastico per marzo”. Le classi sono quindi destinate a rimanere chiuse per almeno un mese.

Durante l’incontro con tra governo ed enti locali di giovedì, la Campania era stata una delle Regioni a chiedere con maggiore insistenza un nuovo parere del Comitato tecnico scientifico sull’apertura delle scuole alla luce della circolazione delle varianti. E anche alla luce delle ripetute bocciature delle ordinanze regionali sulle scuole da parte dei Tar, come avvenuto recentemente in Puglia.

“Oggi siamo obbligati a prendere misure drastiche”, le parole di De Luca che ha poi spiegato come nelle scuole napoletane sia stata registrata la presenza di variante inglese: “Credo sui positivi almeno 6 casi”. Quindi ha aggiunto: “Non credo che dobbiamo aspettare che ci sia un’epidemia diffusa di Covid anche fra i ragazzi di 10, 15 o 18 anni, con buona pace di qualche comitato sempre pronto a fare ricorsi al Tar. Siamo arrivati ad avere i casi. Dobbiamo far fronte alle varianti emerse e dobbiamo completare la vaccinazione del personale scolastico. Sono due motivi precisi, chiari, che non hanno nulla di ideologico e sono indifferenti alla logica della lamentela continua”.

Quindi è partito all’attacco, parlando della “fiammata di contagio” di queste settimane come “l’esatta conseguenza di un Paese abbandonato a se stesso”, ha detto De Luca. “Fasce, controfasce, zone e controzone sono palliativi se non abbiamo un controllo rigoroso delle norme essenziali di sicurezza”, ha sottolineato riferendosi in particolare all’uso della mascherina in strada. “Questo è possibile ottenerlo, ma occorrono misure di repressione chiare. Tutto questo non c’è. Le attività possono essere chiuse o aperte, gli orari violati o meno, non succede nulla in Italia. Possiamo dirlo al nuovo governo che se non si mette in piedi un piano di sicurezza e controllo sarà tutto inutile? O perlomeno il calvario sarà prolungato di mesi e mesi”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Niente congedi parentali per chi ha figli in quarantena: norma scaduta a dicembre. E c’è il nodo della dad nelle zone arancione scuro

next
Articolo Successivo

Scuola, il Cts chiede una stretta per frenare contagi e varianti: “Lezioni a distanza per tutte le classi nelle zone rosse e dove l’incidenza è alta”

next