Dopo più di due mesi, in Germania iniziano a riaprire le scuole. Con il lockdown duro imposto dalla Cancelliera Angela Merkel ancora in corso, in dieci Länder tedeschi, fra cui quello di Berlino, si torna in classe e negli istituti per l’infanzia. Si tratta di una misura molto discussa nelle scorse settimane nel Paese, dopo la decisione del governo di imporre la linea dura per cercare di abbassare e mantenere sotto i limiti di guardia i contagi, proprio nei mesi in cui è stato messo in atto, come nel resto d’Europa, il piano vaccinale.

Discussione che è avvenuta soprattutto nel corso del recente vertice Stato-Regioni, che ha visto Merkel su posizioni più rigide a riguardo. La Cancelliera, secondo quanto emerge, avrebbe voluto rimandare ulteriormente la ripresa delle lezioni in presenza, vincolandola ai dati sull’incidenza settimanale dei contagi da Covid: la nuova soglia di riferimento per le altre aperture (di negozi e locali, per ora ancora chiusi) è scesa infatti da 50 a 35 nuovi contagi su 100mila abitanti in sette giorni. La gestione delle scuole è però tornata nelle mani delle amministrazioni regionali, che in molti casi hanno deciso una riapertura veloce, nonostante il Paese resti in lockdown fino al 7 marzo, con l’eccezione dei parrucchieri che riapriranno l’1.

Le scuole seguono comunque regimi speciali: a Berlino, ad esempio, le classi sono spesso divise in gruppi, le lezioni vengono alternate, e c’è l’obbligo delle mascherine in classe. La politica sta inoltre valutando al possibilità di dare priorità agli insegnanti per le vaccinazioni.

Intanto, sono 4.369 i nuovi casi di coronavirus confermati e 62 i decessi nelle ultime 24 ore. Il ministro della Sanità, Jens Spahn, ha chiesto di essere “cauti” dal momento che rispetto ai contagi “i numeri stanno salendo ancora”, anche a causa della variante inglese particolarmente contagiosa. Intervistato dalla radio Ard, Spahn ha spiegato che gli insegnanti potrebbero essere vaccinati prima del previsto.

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