L’8 febbraio era giunta la notizia della prima donna vittima del virus Ebola nel Nord Kivu, dopo la fine ufficiale dell’undicesima epidemia, che era stata annunciata il 18 novembre 2020 dalla Repubblica democratica del Congo. Ma oggi fonti ufficiali fanno sapere che finora sono 4 le persone morte nelle ultime settimane a causa del virus sempre nell’est del Paese, dove la popolazione è contraria alle misure sanitarie e quindi si teme una significativa diffusione dell’epidemia.

Dalla ricomparsa dell’epidemia a inizio febbraio “abbiamo già registrato sei casi di Ebola. Abbiamo perso quattro pazienti. Due sono morti venerdì e sabato. Continuiamo a prenderci cura di due pazienti in cura presso il Cte (Centro di cura Ebola) a Katwa “, ha detto il dottor Eugène Syalita, ministro provinciale della salute per il Nord Kivu (est). Altri due pazienti sono morti il 3 e il 10 febbraio.

“Alcune famiglie rifiutano categoricamente che le loro case siano disinfettate come pure sepolture dignitose e sicure”, si è rammaricato il dottor Syalita. Come in passato, la popolazione di questa regione rifiuta di credere all’esistenza di Ebola e si oppone ai cambiamenti imposti per evitare contaminazioni come evitare di toccare i malati o non lavare i cadaveri dei malati. L’undicesima epidemia di Ebola nella provincia dell’Equatore ha causato la morte di 55 persone su 130 casi registrati.

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