Django diventa una serie tv. Con buona pace di Sergio Corbucci e Quentin Tarantino, a maggio 2021 partiranno le riprese della produzione Canal+, Sky Studios e Cattleya, con alla direzione artistica Francesca Comencini. La regista de Lo Spazio Bianco e Carlo Giuliani ragazzo, dietro la macchina da presa per 15 episodi della serie Sky – Gomorra, firmerà anche i primi episodi della serie western che avrà protagonista l’attore belga Matthias Schoenaerts (Bullhead, A bigger splash, Un sapore di ruggine e ossa, Suite francese ).

La trama fornita dalla produzione spiega che siamo nel selvaggio west tra il 1860 e il 1870. Qui Sarah e John hanno fondato New Babylon, una città di emarginati che accoglie tutti, a prescindere da sesso, razza e credo. Lì arriverà Django perseguitato dal ricordo dello sterminio della sua famiglia, avvenuto otto anni prima. Django continua a cercare sua figlia, convinto che sia sopravvissuta al massacro e rimarrà scioccato nel ritrovarla a New Babylon, in procinto di sposare John. A quel punto sarà Sarah adulta a difendere l’integrità e il futuro di New Babylon. Insomma siamo dalle parti del reboot rispetto al film di Corbucci del ’66, quello con protagonista Franco Nero/Django, che inizia proprio con Django di spalle che si trascina una bara in mezzo al deserto.

Lontani anche dallo splendido Django di Tarantino (2012), dove il protagonista è uno schiavo afroamericano (Jamie Foxx) che diventerà collega del cacciatore di taglie dottor Schultz (Christoph Waltz) e dovrà liberarsi dalla prigionia e dalle torture del mefitico schiavista Candie (DiCaprio). Insomma, di Django ognuno fa un po’ quello che gli pare (chissà perché non gli cambiano nome…): ma finché si tratta di Tarantino gli si perdona tutto. Se si tratta invece dell’ennesima riduzione seriale alziamo un pochino la guardia, anche solo a livello di dignità storica. La Comencini ha commentato così il suo “coinvolgimento” nel progetto: “Questo progetto mi ha catturata fin da subito, anche grazie a personaggi femminili estremamente forti. Django offre un nuovo e interessante punto di vista sull’idea di mascolinità nel genere western. È una storia universale che celebra la diversità e le minoranze. Sono sicura che Django incuriosirà e affascinerà gli spettatori di tutto il mondo”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Tommaso Zorzi in lacrime per la lettera del padre: “Ho trovato gente che sapeva solo dirmi “frocio”. Io non sono quelli con cui vado a letto, sono Tommaso”

next
Articolo Successivo

Barbara D’Urso ricorda Mauro Bellugi: “Nonostante quello che ti stava succedendo, qui cantavi”

next