Lo scandalo vaccini travolge l’Argentina e spinge alle dimissioni il ministro della Salute Gines Gonzalez Garcia, che ha riservato migliaia di dosi per fare immunizzare in via preferenziale i suoi alleati politici. Il caso è esploso quando il giornalista filogovernativo Horacio Verbitsky ha rivelato, in una trasmissione radiofonica, di essere stato contattato dal ministero della Salute per farsi vaccinare poco dopo una telefonata con Garcia. Per via dell’età (79 anni), del lavoro e dei rischi personali, non sarebbe dovuto ancora essere il suo turno.

Secondo quanto riferito, anche l’influente sindacalista Hugo Moyano sarebbe tra coloro a cui è stata somministrata una dose prima del tempo, insieme alla moglie e il figlio di 20 anni. Da lì quindi si è scoperto che Gonzalez Garcia aveva riservato per uso personale circa 3mila dosi al fine di far immunizzare in via preferenziale i suoi alleati politici.

“Presento le mie dimissioni da ministro della Salute su sua espressa volontà”, ha scritto Garcia in una lettera indirizzata al presidente Alberto Fernandez. Dalla presidenza, hanno annunciato che ad assumere il ministero sarà l’attuale sottosegretario CarlaVizzotti. In Argentina viene utilizzato prevalentemente il vaccino russo Sputnik V, ma sono di recente arrivate le prime dosi di AstraZeneca. Sono finora state vaccinate 390mila persone, su 45 milioni di abitanti. Dall’inizio della pandemia, il paese sudamericano ha segnalato circa 2 milioni di casi e 51 mila decessi.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Un’intera città soggetta al potere privato: la nuova frontiera del controllo

next
Articolo Successivo

Londra, centinaia di studenti stranieri fanno la fila per ricevere cibo gratis: ecco perché – Video

next