Non tenevano “conto della vulnerabilità di gruppi sensibili della popolazione, come i bambini” le misure adottate dalla Regione Piemonte per combattere l’inquinamento ambientale. La procura di Torino contesta anche questo al presidente Alberto Cirio nell’ambito dell’inchiesta sull’inquinamento ambientale che ha portato a emettere avvisi di garanzia anche nei confronti degli ex sindaci di Torino, Chiara Appendino e Piero Fassino. Il reato ipotizzato dal pm Gianfranco Colace è l’inquinamento ambientale.

L’avviso di garanzia è stato notificato anche all’assessore comunale all’Ambiente Alberto Unia, a quello regionale Matteo Marnati e agli ex assessori Enzo La Volta (giunta Fassino), Stefania Giannuzzi (primo assessore all’Ambiente giunta Appendino) e Alberto Valmaggia (assessore regionale con Chiamparino presidente). Sempre secondo l’accusa, inoltre, le amministrazioni comunali torinesi prevedevano “numerosissime esenzioni di divieti di circolazione veicolare, cosi da compromettere l’efficacia dei blocchi quando disposti” e non “effettuavano i dovuti controlli rispetto al traffico veicolari”. La Procura come esempio prende il 2015, giunta Fassino, dove le contravvenzioni elevate erano “soltanto 39 e nel 2016 (giunta Appendino) soltanto 137.

Per l’accusa, inoltre, il Comune non effettuava “i dovuti controlli sul rispetto del limite di temperature negli immobili di civile abitazione“. E non ha adottato, “se non eventualmente in parte e in maniera insufficiente e inefficace, misure di riduzione del traffico veicolare analoghe a quelle sperimentate da anni e con efficacia da città italiane ed europee”. Tra queste l’accesso a pagamento al centro cittadino, agevolazioni tariffarie per il trasporto pubblico locale, l’incentivazione bike-sharing e le agevolazioni e l’incrementazione degli stalli per veicoli elettrici. L’indagine è scattata quattro anni fa dopo l’esposto di un esperto di valutazioni in impatto ambientale. Nel documento del maggio 2017, si sostiene che la città di Torino versa in una “situazione di illegalità da almeno dieci anni” per il ripetuto sfondamento dei valori Pm10 previsti da una direttiva comunitaria del 2008 ed è per questo che la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia.

“Apprendo di essere destinatario, insieme ad altri amministratori, di un avviso di garanzia relativo a reati ambientali. Ne sono sconcertato e stupito perché la mia amministrazione ha sempre optato per la tutela della qualità ambientale della città – afferma Fassino, attualmente parlamentare Pd – Quando conoscerò su quali addebiti è fondato l’avviso di garanzia – aggiunge -, nel merito risponderò nelle sedi opportune”.

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