La mancata approvazione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI), cioè di quel Piano con cui lo Stato italiano avrebbe dovuto individuare le aree idonee dove consentire lo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi nel territorio nazionale, pone il nostro Paese in una situazione davvero preoccupante per la salvaguardia dell’ambiente e non solo.

Come hanno ricordato in un recente incontro online Italia Nostra, Comitato No Triv e Forum dell’Acqua, da questa mancanza è scaturita la decadenza della “moratoria” temporanea, legata all’approvazione, su autorizzazioni per nuovi permessi di prospezione, e/o di ricerca e/o di coltivazione di gas e petrolio. L’incontro, tenutosi il 5 febbraio scorso, è stato organizzato da Italia Nostra e voluto fortemente dalla Consigliera nazionale Maria Gioia Sforza e dal Proboviro Luigi De Lisio, nonché dalla Presidente nazionale, Ebe Giacometti.

Infatti, come ha ricordato il professor Enzo Di Salvatore (UniTeramo), ad oggi vi è una stratificazione normativa connessa all’iter decisionale che rende abbastanza nebulosa la materia delle “Trivelle”. Senza dimenticare che le Comunità locali, quindi i Comuni, nel corso dei vari interventi normativi sono stati esclusi dal poter partecipare all’iter amministrativo-autorizzativo.

Per i NoTriv è intervenuto il professor Francesco Masi, che ha esposto la correlazione tra acqua e petrolio e ha trattato, in particolare, la situazione disastrosa della Lucania, terra bellissima dalla straordinaria biodiversità ma martoriata dalle trivelle. Mentre Augusto De Sanctis (Coord. No Hub-Gas e Forum dell’Acqua) ha sottolineato come alcuni permessi legati alle perforazioni incidano anche su città d’arte e siti Unesco e le procedure valutative legate alle stesse.

Durante il webinar è stato illustrato e avanzato il progetto Asimet (Analisi Satellitare di Idrocarburi, Microinquinanti ed Eutrofizzazione Tossica) dalle due ricercatrici dell’Iss, Valentina Messineo e Milena Bruno, volto ad individuare possibili fonti d’inquinamento da sversamento di idrocarburi, da tossine algali e altro, in acqua e in terra, tramite la tecnologia dei satelliti. Progetto che Italia Nostra promuove fortemente e che andrebbe sostenuto finanziariamente, o includendolo nei fondi per la tutela del territorio del Next Generation Eu oppure tramite il ricavato del blocco totale di sussidi e/o aiuti economici – di qualsiasi tipo essi siano, diretti e/o indiretti – alle società operanti nel business delle energie fossili, che permetterebbe di recuperare decine di miliardi riversabili verso politiche sociali, educative, sanitarie e culturali, vero volano della crescita economica e della qualità della vita per ogni cittadino.

Richiesta del blocco totale inserita nel position paper aperto a chiunque voglia aderire, che la Consigliera Nazionale Maria Gioia Sforza ha letto durante il webinar e con cui si chiede al Governo e ai Parlamentari di predisporre una proroga precauzionale di sospensione di qualsiasi attività di nuova di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi nel territorio nazionale, almeno per tutto il 2021, vista anche la pandemia in atto. Oltre ad elaborare una programmazione incentrata esclusivamente verso le rinnovabili che rispettino paesaggio, natura, patrimonio storico-culturale; poiché è necessaria una visione del progresso economico, orientato eco-compatibilmente, che abbatta le diseguaglianze sociali e migliori la qualità di vita di tutti.

Molti gli interventi da parte del pubblico e delle altre associazioni che hanno partecipato (Acqua Pubblica, NoTap, Isde, Com. Pop.-Dif. Beni pubblici e comuni “Stefano Rodotà”, Com. NoTriv-Val di Noto) sulle varie implicazioni e gli attestati di adesione al position paper.

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