Crescono le preoccupazioni in Africa per una recrudescenza del virus Ebola. Oggi la Guinea ha lanciato l’allarme: “Siamo di fronte ad una nuova epidemia“. Ieri nel paese sono stati scoperti sette casi confermati e si sono contati tre decessi. Sono le prime vittime della febbre emorragica dal 2016, anno in cui la Guinea sconfisse una terribile epidemia iniziata nel 2013. L’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che trasporterà quanto prima nel paese vaccini contro la malattia. “Intendiamo consegnare rapidamente gli strumenti necessari per aiutare la Guinea, che ha sviluppato già una grande esperienza”, ha dichiarato in conferenza stampa a Ginevra il professor Alfred George Ki-Zerbo dell’Oms al termine di una riunione con le autorità sanitarie di Conakry.

Casi di Ebola sono stati segnalati ieri anche nella Repubblica democratica del Congo. Al momento sono tre i contagi certificati. L’ultimo è stato scoperto a Butembo, città di oltre un milione di abitanti ed epicentro di un grave focolaio del virus lo scorso giugno, dopo quasi due anni senza casi. Il ministero della Salute congolese ha annunciato la ricomparsa della malattia il 7 febbraio, dopo la morte di una donna che aveva contratto il virus. La vittima era la moglie di un sopravvissuto alla precedente epidemia di Ebola. Nel paese sono arrivate 1.200 dosi di vaccino e gli operatori sanitari che stanno formando il personale per la somministrazione delle dosi e il tracciamento. Una nuova epidemia sarebbe la dodicesima in Repubblica democratica del Congo da quando il virus è stato scoperto per la prima volta nel 1976 vicino al fiume Ebola.

Il presidente della Liberia, George Weah, ha ordinato oggi agli operatori sanitari di rafforzare la vigilanza nel Paese e di adottare “misure preventive”, dopo le notizie giunte dalla confinante Guinea. Tra il 2013 e il 2016 la malattia ha causato quasi 5mila morti in Liberia. La principale arma contro la malattia è il vaccino sperimentale che si è dimostrato altamente protettivo in uno studio in Guinea nel 2015. Il vaccino è chiamato rVSV-ZEBOV. Non esiste ancora un trattamento provato. E’ attualmente in fase di valutazione una gamma di potenziali trattamenti tra cui emoderivati, terapie immunitarie e terapie farmacologiche. La malattia si trasmette tramite contatto con sangue, secrezioni, organi o altri fluidi corporei di persone e animali infetti. Ha un tasso di letalità che va dal 25 al 90% a seconda delle diverse epidemie e specie di virus.

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