“Un gesto d’amore nei confronti della città di Cremona”. È con questo spirito che Annalisa Garlaschi e Giorgio Carotti, che fra tre settimane festeggeranno il secondo anno di matrimonio, hanno idealmente consegnato all’ospedale di Cremona il loro regalo di nozze. Cinquantamila euro, raccolti con la lista pre-matrimoniale, donati da amici e parenti che avevano partecipato allo sposalizio, avvenuto a marzo di due anni fa nella chiesa di San Michele, a pochi passi dal centro città.

“Un’operazione nata allora – racconta Giorgio Carotti, cremonese, che di lavoro fa l’apicoltore – Un’idea maturata prima ancora di sposarci, condivisa con gli invitati che si sono detti subito contenti condividendo appieno il nostro progetto”. Poi burocrazia e pandemia hanno ritardato le procedure. Ma nei mesi di marzo e aprile scorsi, quindi un anno dopo il matrimonio, i 50mila euro si sono “trasformati” in attrezzature e macchinari per il laboratorio di analisi e il Centro emostasi e trombosi delle struttura ospedaliera cittadina. “Un reparto che pochi conoscono, ma di grande utilità poiché tutti i cittadini, direttamente o indirettamente, lo utilizzano”, dice ancora Carotti.

“I due freezer a -80 gradi acquistati con la donazione degli sposi – spiega il direttore del centro di analisi Sophie Testa – costano dai 15 ai 18mila euro. Pensati per conservare campioni biologici sono stati utilizzati per tenere le migliaia di tamponi positivi processati per ritestarli e valutarli in relazioni alle varianti del Covid che si stanno diffondendo nel Paese”. Un ‘banale’ frigorifero, aggiunge la dottoressa, “che diventa un mezzo indispensabile per chi lavora in laboratorio”. Inoltre sono stati acquistati, con la donazione della coppia, banchi da lavoro per il reparto e sedie. “Le sedie? Quelle che avevano qui ‘compiono’ 50 anni. È bene che Draghi e Fontana lo sappiano”.

E così, seppur l’idea ai due giovani è arrivata in epoca pre-Covid, “col senno di poi posso dire che tutto ciò è servito a contribuire al sostegno di una città che l’anno scorso, nella prima parte della pandemia, ha sofferto tantissimo e ha pagato un alto prezzo in termine di vittime”, afferma Garlaschi, farmacista pavese. Il punto di contatto tra gli sposi e il laboratorio di analisi è stato l’Aipa, l’Associazione italiana pazienti anticoagulati, di cui Testa è responsabile scientifico. “Questa è Cremona – ha commentato Walter Montini, presidente Aipa Cremona – Siamo contenti di aver contribuito alla realizzazione del desiderio dei giovani sposi. L’auspicio è quello di poter tornare presto a svolgere le attività di volontariato anche in presenza dentro l’ospedale”.

Garlaschi spiega: “Molte persone in questi giorni ci fanno gli auguri pensando che siamo sposati adesso, invece è successo due anni fa, ma oggi ci sembra di rivivere con grande emozione quel giorno”. “Una cosa del genere non l’ho mai vista – ha detto il direttore generale dell’ospedale, Giuseppe Rossi – Cremona continua a sorprendermi per la grande generosità dei cittadini e delle associazioni di volontariato. Quello di Giorgio e Annalisa è un gesto bellissimo. Mettere a disposizione della comunità uno dei momenti più belli della loro vita, ossia il matrimonio, ci ha davvero sorpresi”.

Da quando è scatta l’emergenza Covid, tra singole persone, associazioni e gruppi di cittadini, è stato raccolto per l’ospedale l’equivalente di 3,5 milioni di euro, tra donazioni in denaro, dispositivi di protezione, tablet per videochiamate tra pazienti e famigliari e generi alimentari. “Alcune persone – conclude Rossi – ci hanno portato 50 euro direttamente a mano. Tutte manifestazioni del grande affetto dei cremonesi per il loro ospedale”.

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