“Leggo le notizie di città in città”. Così un distinto signore giustifica la sua “professione”, tanto utile e sufficientemente stravagante da radunare pubblici serali di bifolchi e renderli un po’ meno ignoranti. D’altra parte siamo nel cuore del Texas del 1870, e sulle macerie della Guerra Civile gli Stati “Uniti” provano a trovare un’identità. Non ne è immune l’ex capitano Jefferson Kyle Kidd, molte ferite personali da guarire, altrettante parole di saggezza da profondere su territori umani disperati e raminghi.

Si è riformulato l’esistenza da militare creativo dalla parte dei perdenti leggendo dai giornali le Notizie dal mondo: sorta di cantastorie da antico poema che recita “rassegne stampa” ante litteram. Solo uno come lui poteva prendersi cura della giovane sopravvissuta a un doppio massacro: una bimba tedesca vestita da indiana che si esprime solo nella lingua kiowa, sospesa tra un passato rimosso e un futuro senza radici. Insieme si avventurano per un road movie destinato a un “ritorno a casa” più metaforico che reale. Tra i Sentieri selvaggi di questa Nomadland per costituzione, i due protagonisti provano a guarirsi le ferite mentre rivisitano la Storia ospitandovi nuove narrazioni.

Non sarà stato facile per l’inglese Paul Greengrass carpire il battito “animale” di un Texas primordiale ma già reduce, arrabbiato e perennemente razzista: è probabile che il romanzo di Paulette Jiles gli abbia fornito quell’ispirazione di topoi universali che pervadono questo suo nuovo lungometraggio, così diverso dagli adrenalinici precedenti. Per noi spettatori contemporanei, infatti, è più facile leggervi le ragioni di istanze e criticità odierne che non quelle della mitica conquista americana. Per questo l’azione è il fuori campo di una riflessione, e il procedere nelle wasteland del Sud degli States è solo il travestimento di una elaborazione del lutto, una guarigione del rimosso. In tal senso anche il genere western offre solamente l’abito esteriore a un viaggio dell’anima post war, abbandonata, tutta da ricostruire.

Più sostanziali sono invece gli attori scelti a incarnare i protagonisti: da una parte il dem Tom Hanks che supera la recitazione per interpretare il miglior “esemplare” di democrazia partecipativa della quale è noto testimonial, dall’altra la formidabile Helena Zengel (candidata come attrice non protagonista ai prossimi Golden Globes), enfant prodige del cinema tedesco, “prestata” agli Usa per estremizzare le origini del meltin’ pot a stelle&strisce in un connubio di opposti di rara efficacia. Più riuscito sulla carta e nelle nobili intenzioni, Notizie dal mondo (News of the World in originale) dal 10 febbraio su Netflix, recepisce comunque con una certa abilità le tracce contemplative del western contemporaneo.

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