In “Gomorra” faceva il “palo”, nella vita vera il narcotrafficante. Carlo Cuccia, 40enne di Tradate, in provincia di Varese, dopo aver interpretato il ruolo del “palo” (detto in gergo “specchiettista”) nell’episodio 11 di “Gomorra 2 la serie” è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Napoli (Gico e Nucleo di Polizia Economico Finanziaria) nell’ambito dell’indagine della DDA che ha consentito di sgominare tre gruppi di narcotrafficanti tra Torre Annunziata (Napoli) e nei quartieri napoletani Scampia e Secondigliano. Secondo quanto emerso dalle indagini, Cuccia, era il referente italiano dei fornitori di droga spagnoli per conto della famiglia di narcotrafficanti Dannier di Secondigliano.

Il gruppo per il quale Carlo Cuccia lavorava, quello dei Dannier, si è separato dalla famiglia Manzi, dopo un periodo di collaborazione cessato a causa di un importante sequestro di hashish avvenuto porto di Genova, ben 294 chilogrammi di sostanza stupefacente. Da quel momento le due famiglie, secondo quanto gli investigatori del Gico e del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli (coordinati rispettivamente dal tenente colonnello Danilo Toma e dal colonnello Domenico Napolitano) hanno iniziato a sviluppare rapporti per conto proprio con i narcotrafficanti stranieri.

Armando Manzi (anche lui tra gli arrestati) era in rapporti con i narcos colombiani: ha organizzato il trasferimento di una importante partita di cocaina dal porto di “Buenaventura” (dal quale prende il nome l’operazione) che, stipata in alcuni container, sarebbe dovuta arrivare nel porto spagnolo di Algeciras, dove il gruppo criminale godeva della complicità di alcuni operatori portuali “infedeli”, incaricati di recuperare lo stupefacente. Anche questa operazione però, non andò in porto.

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