Dopo le polemiche perché molte parti del contratto per l’acquisto del vaccino anti Covid risultavano omissate, lunedì sera alla diatriba tra Astrazeneca e la Ue si è aggiunto un altro tassello. Perché è emerso – il primo a scriverne è stato Der Spiegel – che utilizzando la funzione Segnalibri di Adobe è possibile leggere parte delle frasi nascoste, in particolare quelle che contengono informazioni sul costo delle forniture e una che potrebbe limitare l’estensione temporale dell’impegno a consegnare le dosi a prezzo di costo. Resta ora da vedere se da questa svista scaturirà un nuovo contenzioso, perché la pubblicazione del documento è avvenuta solo dopo aver ottenuto il consenso della controparte che era però evidentemente condizionato al fatto che alcune parti rimanessero nascoste.

Quell’impegno infatti vale sicuramente per le prime 300 milioni, che sono il cuore del contratto e una parte delle quali – il numero non è leggibile – dovrebbe essere consegnata entro il primo trimestre di quest’anno (ma Astrazeneca ha annunciato pesanti ritardi). Un altro punto però specifica che le 100 milioni di dosi opzionali saranno vendute senza profitto fino all’1 luglio “a meno che non stabilisca in buona fede che l’1 luglio la pandemia non è cessata”. Risultato: dal 2 luglio il prezzo, oggi solo 2,5 euro a dose, potrebbe essere aumentato a livelli di mercato anche se l’emergenza fosse ancora in corso: la valutazione è rimessa al fornitore.

Per quanto riguarda il costo, l’accordo vale 870 milioni, 336 dei quali sono definiti “initial funding” e per due terzi sono stati pagati dalla Commissione nei cinque giorni successivi all’entrata in vigore del contratto. I pagamenti successivi sono a carico degli stati membri. Se i costi “superano gli 870 milioni di euro previsti, l’azienda deve informare la Commissione”, si legge nel documento, che specifica che se i costi dovessero superare il 20% del valore, l’azienda dovrebbe fornire all’Ue le prove necessarie.

Confermata poi la limitazione di responsabilità ottenuta dal gruppo: Commissione e Paesi membri infatti, stando al contratto, “rinunciano a ogni reclamo relativo a mancanza di sicurezza o efficacia del vaccino, a patto che Astrazeneca rispetti i requisiti regolatori europei applicabili a un prodotto pandemico”.

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