Prezzi di petrolio e gas in discesa in vista di un accordo per il cessate il fuoco tra Iran e Usa con riapertura di Hormuz
Crollano i prezzi del petrolio e del gas, rimbalzano le obbligazioni e i titoli di Stato, le Borse toccano nuovi massimi con Piazza Affari che infrange un record che durava da 26 anni e l’indice Msci All Country World Index, principale indicatore dell’andamento dei listini mondiali, che sfiora i massimi segnati a metà maggio. Dopo le scottature per i ‘quasi accordi’ sfumati sull’Iran, gli investitori paiono ritenere maturi i tempi di un’intesa tra Washington e Teheran che chiuda la ostilità e riapra lo Stretto di Hormuz, da dove transita un quinto dei flussi energetici globali. Le parole del presidente americano Donald Trump, secondo cui i negoziati “procedono bene”, hanno rafforzato l’ottimismo nonostante i distinguo da Teheran, che ha escluso accordi “imminenti”, precisando che non si piegherà a richieste “eccessive“.
In serata Wti e Brent cedevano oltre il 6% con il primo a 90,62 dollari al barile e il secondo a 97 dollari, mentre i future Ttf, benchmark del prezzo del gas in Europa, sono scivolati del 6,5% a 45,5 euro. La prospettiva di un riassorbimento dei prezzi energetici ha ridato fiato al mercato obbligazionario, che più di tutti ha scontato il pericolo di una lunga stagione inflattiva e di un conseguente rialzo dei tassi, con la Bce che dovrebbe aumentarli già a giugno e la Fed che ha rimesso in discussione il suo orientamento espansivo. I rendimenti dei Btp sono scesi di quasi 12 punti base, al 3,65%, lo spread con il Bund si è richiuso di due punti a quota 70.
In una seduta orfana di Wall Street, chiusa per il Memorial Day, di Londra e di una manciata di altri listini – tra cui Zurigo, Hong Kong e Seul – le Borse europee hanno chiuso in forte rialzo con in testa Madrid (+2,2%), Francoforte (+2%) e Parigi (+1,8%). Milano è salita dell’1,4%, con il Ftse Mib che si è issato a 50.220 punti, infrangendo il precedente record di 50.109 punti che resisteva dal 6 marzo del 2000.