C’è il via libera della Commissione europea all’acquisizione del controllo congiunto di Am InvestCo, formalmente affittuaria degli stabilimenti ex Ilva, da parte di ArcelorMittal e Invitalia. Bruxelles spiega in un nota di aver approvato il piano, ai sensi del Regolamento Ue sulle concentrazioni, perché l’operazione “non solleva problemi di concorrenza, data l’assenza di sovrapposizioni e collegamenti verticali tra le attività delle società nello Spazio economico europeo”.

L’intesa prevede un aumento di capitale per 400 milioni di euro, che darà alla partecipata del Mef il 50% dei diritti di voto della società. Il secondo investimento fino a 680 milioni sarà dovuto al closing dell’acquisto “soggetto al soddisfacimento di varie condizioni sospensive”, compreso il dissequestro degli impianti che però dovrà essere deciso dal tribunale, entro maggio 2022. A quel punto, la partecipazione di Invitalia in Am InvestCo raggiungerà il 60%.

Per la Fiom-Cgil, il pronunciamento della Commissione Ue rappresenta un “punto fermo imprescindibile”. Secondo la segretaria Francesca Re David e il responsabile siderurgia Gianni Venturi “a questo punto non c’è davvero più nulla che impedisca o possa rallentare un percorso di confronto e di partecipazione diffusa sulle scelte industriali, occupazionali ed ambientali del gruppo”. Non solo: “Soprattutto non c’è più nulla che possa giustificare il ritardo nell’avviare gli investimenti necessari a sostenere il rilancio dell’insieme degli stabilimenti”. La Fiom ritiene “indispensabile – concludono – definire già nelle prossime ore l’agenda dei confronti sul piano industriale nei singoli stabilimenti”.

Fine degli alibi anche per il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella: “Dopo l’ok arrivato in anticipo dalla Commissione europea sull’ingresso di Invitalia in ArcelorMittal, basta alibi! Nonostante la complicata situazione del governo bisogna immediatamente riprendere il confronto sindacale sul piano industriale”, dice. “Il quadro complessivo dell’ex Ilva continua a essere drammatico – continua Palombella – Non c’è più tempo da perdere, la situazione è diventata insostenibile, Invitalia e ArcelorMittal devono immediatamente convocare un incontro”.

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