Venerdì i mercati, tranquillizzati dalla prospettiva che il governo Conte possa rimanere in carica con il sostegno dei Responsabili, non hanno messo nel mirino i titoli di Stato italiani. Il rendimento dei Btp decennali ha ripiegato sotto lo 0,6% e il differenziale rispetto ai Bund tedeschi è sceso a 113 punti dai 120 toccati giovedì. Ma la fiammata di ieri, quando il Tesoro ha venduto in asta titoli a tre, sette e trent’anni con rendimenti in aumento, è costata cara. “Gli italiani hanno perso quasi 8 milioni, 7,6 per la precisione”, ha spiegato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri commentando la crisi scatenata dalla rottura di Italia Viva. Matteo Renzi aveva detto “che voleva il Mes per fare risparmiare l’Italia, oggi sta accadendo l’opposto, mi sembra evidente che non era quella la ragione fondamentale“, ha chiosato il ministro su Rai Uno. “Causare una crisi nel pieno di una pandemia, nel momento in cui occorre varare provvedimenti difficili, nel momento in cui si sta finalizzando il più grande piano economico della storia del Paese è un atto di una irresponsabilità senza precedenti”.

Ragionamento ripreso dal vicesegretario del Pd Andrea Orlando: “Si è detto che il Mes ci consentirebbe di risparmiare centinaia di milioni di euro sugli interessi, ma non si tiene in considerazione il rischio che la crisi faccia aumentare lo spread facendo pagare agli italiani cifre ancora più consistenti”. Secondo Morgan Stanley, il differenziale “potrebbe allargarsi fino a 200 punti base in caso di elezioni anticipate” che “probabilmente porterebbero a un nuovo governo, meno allineato con l’Ue”. Questo scenario è considerato però improbabile rispetto alla possibilità che il governo vada avanti con il sostegno di altri partiti o senatori indipendenti.

In ogni caso secondo Ubs i titoli di Stato italiani resteranno “volatili fino a quando il percorso per risolvere la crisi politica attuale non diventerà più chiaro”.

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