Zombie, tempeste solari, asteroidi nel 2021? Ma quali profezie di Nostradamus. Le quartine del celebre astrologo, medico e veggente francese del ‘500 “tradotte” con fare tendenzioso, per il solito sensazionalismo acchiappa-click, sono state servite anche quest’anno con largo anticipo rispetto al 31 dicembre 2020. Insomma, i morti viventi e i cataclismi “previsti” per il prossimo anno sono solo banali e scontate forzature dei versi di Nostradamus stesso. Orientati dal motto “scetticismo ma con serietà” abbiamo fatto così una cosa molto semplice: abbiamo verificato la notizia alla fonte, facendoci aiutare da un esperto. Intanto, il lancio su tutti i siti web mondiali datato una ventina di giorni fa, per intenderci quello degli zombie&Co. nel 2021 è partito da un qualunque sito astrologico statunitense, tal yearly-horoscope.org. Questi hanno preso alcune quartine scritte ne Le Profezie, il volume di Nostradamus pubblicato per la prima volta nel 1555, e contenente 947 quartine sul futuro del pianeta terra, per poi forzarne palesemente riferimenti, significati e allusioni fino all’invenzione degli zombie alla Walking Dead. Secondo passaggio. Forse non sapete che le quartine di Nostradamus non sono l’oroscopo di Paolo Fox (“a marzo perderete il lavoro, ad aprile vi ammalerete, a maggio vi cacceranno di casa…”), bensì versi pomposi e vaghi, in un francese talvolta arcaico e zoppicante, con riferimenti simbolici (ad esempio “la grande poche” viene tradotta dagli esegeti ufficiali come la Borsa quindi la “grande finanza internazionale”) e antichi, figli del tempo in cui sono stati scritti, che vengono continuamente reinterpretati ad uso e consumo di chi li vuole banalmente sfruttare per attirare attenzione su di sé. Prendiamo una quartina originale, quella che per molti esperti ha anticipato Tangentopoli in Italia nel 1992: “O vaste Rome te ruyne approche/Non de te murs, de ton sang et sostanza/L’aspre par lettre fera si horrible coche/Fer pointu mis a tous jusques au manche”. Altro passaggio importante: nelle quartine non viene scritto “nel 2021 accadrà questo e quest’altro…”, anzi. Spesso sta nei voli pindarici dell’esegeta di turno, attraverso alcuni rintracciabili riferimenti astrologici e astronomici, ad accoppiare i già claudicanti “eventi futuri” con una possibile data. Ultimo passaggio: visto che la traduzione dei redattori di yearly-horoscope.org sembra davvero qualcosa di eufemisticamente amatoriale ci siamo muniti di un buon volume, abbastanza recente, sulla decodificazione delle profezie di Nostradamus edito da Mondadori. Si tratta di Nostradamus. Le profezie fino al 2025 scritto nel 2015 da Jean Charles de Fontbrune.

Ebbene nonostante l’entusiasmo dell’autore (ve l’abbiamo detto: “scetticismo ma con serietà”) di zombie, di morti viventi, e soprattutto della data 2021 non v’è traccia. Semmai tra un ipotetico “crollo del capitalismo” (che sarebbe iniziato pressappoco da un paio di decenni) e il sempiterno annuncio della “guerra in Jugoslavia”, sbucano due dati curiosi. Il primo è quello che qua e la spuntano sempre i termini “peste” e “carestia”, ma in una quartina che viene riportata da de Fortbrune si parla di “peste” nella “planure Ausonne fertile, spatieuse”, riferimento geografico che l’autore individua nella Pianura Padana. Solo che dal momento che il verso sulla peste è vago, l’autore prova a tradurre l’intera quartina così: “nella vasta e fertile pianura d’Italia verrà concentrato un numero elevato di aerei e razzi che la luce del sole sembrerà offuscata da un manto di nubi. Da tali armi conseguirà un’epidemia che provocherà un’erosione generale”. Ovviamente nessuna data viene indicata, ma de Fortbrune fulminato (nel 2015) da un’intuizione improvvisa segnala che “tale epidemia potrebbe essere l’Aids? Oppure peggio di un mutante del virus agente di quella malattia, la cui via di contagio sarebbe la stessa della comune influenza?”

De Fortbrune fa riferimento a Virus Letale il film con Dustin Hoffman, ma ripetiamo: è tutta farina del sacco del traduttore perché la quartina è così vaga e incomprensibile da non poter essere sicuri di nulla. Secondo ed ultimo dato curioso. Il libro di De Fortubrune è intitolato proprio Le profezie fino al 2025. Dato temporale non citato a caso poiché, udite udite, “gli avvenimenti inerenti il periodo conclusivo del suo messaggio (1995-2025) sono assai più terribili di quelli delle fasi antecedenti”. Nelle conclusioni, l’autore aggiunge ulteriori dettagli di un quinquennio a venire molto delicato: “Anziché ribadire che gli scritti di Nostradamus siano solamente vaniloqui, scempiaggini, sproloqui senza capo né coda, farebbero uso (gli uomini ndr) più avveduto delle loro energie tentando di smentire il profeta, dovrebbero cioè sforzarsi di non costringere l’uomo ad attendere il 2026 per vedere instaurata la pace universale, a conclusione di una catastrofe”.

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