Mentre gli scienziati di tutto il mondo partecipano a una vera corsa contro il tempo per trovare una terapia per curare gli effetti del coronavirus (dopo quella per il vaccino), c’è chi ha già la soluzione. Il presidente del Turkmenistan Gurbangouly Berdymoukhamedov assicura che il toccasana sia la liquirizia, garantendo tra l’altro che il suo Paese è stato risparmiato dalla pandemia (l’altro Paese che lo sostiene è la Corea del Nord). “Scienziati di tutto il mondo stanno ricercando rimedi efficaci per il coronavirus, e uno di questi potrebbe essere la radice di liquirizia” dice Berdymoukhamedov. Senza fornire alcuna prova scientifica per le sue dichiarazioni, il presidente turkmeno sostiene che “la liquirizia impedisce lo sviluppo del coronavirus” e che “anche una bassa concentrazione di un estratto acquoso di liquirizia ha un effetto neutralizzante”. Notando che il Paese dell’Asia centrale ha “riserve sufficienti” di liquirizia, il presidente ha quindi incaricato l’Accademia Nazionale delle Scienze di condurre studi sui presunti effetti benefici di questa pianta aromatica presente anche in Europa.

A parziale giustificazione dell’uscita del presidente turkmeno c’è uno studio condotto in Italia che aveva fatto notizia a luglio che indicava nella liquirizia un’arma promettente, capace di “bloccare” l’ingresso di Sars-Cov-2 nell’organismo. La glicirrizina, il principale costituente della liquirizia, “è da sempre considerata una molecola dal grande potenziale farmacologico per le caratteristiche peculiari che la contraddistinguono – disse allora all’AdnKronos Desiderio Passali, past president Italian Society of Rhinology – in quanto, nonostante il basso profilo tossicologico, possiede spiccate proprietà antinfiammatorie e antivirali, queste ultime in particolare rispetto alla famiglia dei coronavirus Sars”. Da qui a presentarlo come la soluzione per impedire lo sviluppo del Covid ce ne passa un po’.

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