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Assistente sociale obbliga una 16enne ad andare a vivere con lo zio: lui la prende a pugni e la uccide, poi brucia il cadavere

L’omicidio di Louise Smith è uno degli episodi più sconcertanti di cronaca nera avvenuto in Gran Bretagna negli ultimi anni, per il quale l’omicida nei giorni scorsi è stato sottoposto a processo con l’ipotesi di una condanna minima di 25 anni di carcere

di Davide Turrini

L’assistente sociale obbliga una sedicenne ad andare a vivere con lo zio e lui la uccide. L’omicidio di Louise Smith è uno degli episodi più sconcertanti di cronaca nera avvenuto in Gran Bretagna negli ultimi anni, per il quale l’omicida nei giorni scorsi è stato sottoposto a processo con l’ipotesi di una condanna minima di 25 anni di carcere. La vittima di questa terribile vicenda aveva litigato per l’ennesima volta con la madre e a quel punto erano dovuti intervenire gli assistenti sociali che avevano imposto alla giovane di andare a vivere per un po’ di tempo con la zia, la sorella della madre, e lo zio.

Solo che anche a casa degli zii sarebbero sorte ulteriori discussioni con Louise ad accusare lo zio, Shane Mays, di molestie. L’omicidio è poi avvenuto successivamente in un boschetto vicino a casa, nell’Hampshire, durante una passeggiata tra i due. Mays ha improvvisamente preso a pugni in faccia la ragazza fino ad ucciderla e poi ne ha bruciato il cadavere. I resti di Louise sono stati ritrovati 13 giorni dopo dalla polizia. La ragazzina stava studiando per ottenere un diploma di medicina veterinaria.

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