Sull’onda di sei edizioni di “The Voice Of Italy”, in onda su Rai Due dal 2013, con avvicendamenti alla conduzione (Fabio Troiano, Federico Russo, Costantino della Gherardesca fino a Simona Ventura) e dati Auditel tutt’altro che esaltanti, il format targato Fremantle sbarca su Rai Uno per la settima edizione e cambia pelle. “The Voice Senior”, in onda stasera sulla rete ammiraglia della Rai in prima serata, non avrà più i giovani sul palco ma gli Over 60, che si scatenano per giocare e scacciare la noia della routine da pensionati. Non c’è la tensione del talent, non c’è nemmeno l’ansia di dover conquistare un contratto discografico e sperare di essere invitati al Festival di Sanremo. “Il vincitore riceverà un vinile con tutti i brani che ha realizzato durante il programma e avrà un suo brano/cover pubblicato da Universal, che è music partner di The Voice”, ha spiegato Gabriele Immirzi, Ceo di Fremantle Italy.

Al timone di questa che è a tutti gli effetti una sfida, c’è Antonella Clerici. “Ho accettato di condurre questo programma perché racconta la seconda parte della vita – ha affermato la conduttrice -. Sono donne e uomini che vogliono raccontarsi con il canto con assoluta serenità con la non consapevolezza di non diventare famosi. Non li chiamiamo talent ma cantanti perché hanno la passione della musica che non hanno mai abbandonato. Alcuni sono arrivati addirittura a Castrocaro (nella clip mostrata in conferenza stampa c’è anche Marco Guerzoni, tra i Big al Festival di Sanremo 1996 con Aleandro Baldi, ndr) e poi non ce l’hanno fatta perché è arrivato un altro che poi è diventato famoso. Tra i nostri cantanti c’è chi ha fatto con il capotreno, chi è arrivato al semiprofessionismo e c’è ha fatto altro nella vita. Quindi il canto è un desiderio, un sogno rimasto nel cassetto che tutti i protagonisti rispolverano per mettersi in gioco. Tra i nostri concorrenti c’è anche chi ha avuto il Covid-19 e racconta come questa esperienza lo abbia cambiato. Secondo me è la storia più toccante di tutte le puntate proprio perché ci riguarda da vicino, visto i tempi che stiamo attraversando. La cosa che mi ha colpito è che soprattutto le donne hanno l’attitudine rock mentre gli uomini hanno presentato brani melodici. Il più anziano che si è presentato si chiama Tony Reale e ha 84 anni ma è il più atletico. Credo sia giusto occuparci della seconda età, della seconda parte della vita, perché è quella che ho sofferto di più in questo periodo”.

Novità nella dinamica di gara di “The Voice Senior,” che avrà un meccanismo più snello: 3 puntate saranno dedicate alle Blind Auditions, le “audizioni al buio”. I giudici, di spalle, ascolteranno i concorrenti senza poterli vedere. Sarà solo la loro voce a doverli conquistare e, in quel caso, il coach potrà voltarsi per aggiudicarsi il concorrente in squadra. Se più coach si volteranno, invece, sarà il concorrente a decidere a quale coach affidarsi.In questa prima fase i cantanti tenteranno di conquistare i quattro coach, ma solo 24 tra loro, 6 per team, arriveranno alla semifinale, il Knock out, quando i talenti di ciascuna squadra si sfideranno fra loro con un cavallo di battaglia. Sarà il coach a decidere stavolta chi far andare avanti nella gara, e solo 2 concorrenti per team accederanno alla finale, prevista in diretta domenica 20 dicembre.

I coach che sceglieranno a suon di giravolte delle poltroncine e pulsanti da schiacciare sono: Loredana Bertè (“Le relazioni tra noi coach sono una cosa talmente folle perché ci sbraniamo a vicenda per prenderci il meglio che ci offre questo programma”), Al Bano (“Ho visto talenti straordinari che non hanno avuto quella magia che si chiama fortuna”) con la figlia Jasmine (“sono rimasta sorpresa perché ci sono stati molti talenti che hanno affrontato anche altri generi musicali, oltre quello classico di mio papà”), Gigi D’Alessio (“qui mettiamo tutta la famiglia attorno alla tv per guardare il programma perché abbiamo la nonna che canta e ad assistere ci saranno figli e nipoti”) e infine Clementino (“noi artisti abbiamo il dovere morale di intrattenere le persone specialmente con questo periodo storico complesso per questo ci saranno dei picchi di comicità assurdi tra me e D’Alessio”).

Gli obiettivi di Rete? Risponde il direttore di Rai Uno Stefano Coletta: “Per le prime serate, soprattutto se la serialità non è infinita. Io guardo i dati della fascia dell’access prime (20-30-22.30) se la fascia facesse il 17% sarei molto contento. La serata del venerdì è molto difficile ed è frammentata”.

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