Il documento programmatico di bilancio (Dpb) italiano, ossia lo schema con i principali obiettivi e indicatori della legge bilancio che tutti i paesi euro inviano a Bruxelles entro il 15 ottobre per una preventiva valutazione, ottiene un sostanziale via libera seppur con qualche riserva. Con i vincoli di bilancio sospesi a causa dell’emergenza sanitaria i margini del resto sono più larghi. La commissione Ue scrive che il progetto progetto di manovra “è in linea con le raccomandazioni” adottate dal Consiglio il 20 luglio, e “molte delle misure stanno sostenendo l’attività economica di fronte ad una considerevole incertezza. Ma, puntualizza la commissione, alcune misure non sembrano temporanee o finanziate da misure di copertura“. Stessa conclusione anche i documenti presentati da Francia, Lituania e Slovacchia.

Più nel dettaglio la Commissione rileva che nel documento italiano ci siano misure temporanee pari allo 0,3% del Pil (circa 5 miliardi di euro, ndr), e misure che “non sembrano temporanee o finanziate da misure di copertura” pari all’1,1% (16/17 miliardi, ndr). Queste “in particolare includono il taglio nella contribuzione sociale nelle regioni povere, l’estensione della detrazione d’imposta sui redditi da lavoro, l’introduzione del bonus famiglia e risorse più alte ai ministeri e altri servizi pubblici”.

“L’attuale crisi ha esacerbato alcune sfide esistenti, e i rischi sono in aumento nei Paesi che già avevano squilibri macroeconomici eccessivi” come l’Italia. Per questo la Commissione Ue ha deciso di preparare “analisi approfondite” per l’Italia e altri undici Paesi, precisa Bruxelles. L’Italia mostra uno squilibrio eccessivo dal 2011, e due anni fa rischiò una procedura. Le analisi approfondite saranno pubblicate in primavera, più tardi del solito avverte la Ue, perché saranno rese note assieme alle valutazioni sui piani di rilancio. Anche Germania e Olanda sono sotto monitoraggio per l’eccesso del surplus commerciale. “Dato il livello del debito pubblico italiano e le grandi sfide di sostenibilità nel medio termine prima dello scoppio della pandemia Covid-19, è importante per l’Italia assicurare che, quando prende misure di sostegno, preservi la sostenibilità di bilancio nel medio termine”, spiega quindi la Commissione Ue.

Mettere in evidenza le misure per cui mancano coperture “non comporta un giudizio negativo sul merito delle proposte”, e “questo non richiede in questa fase nessuna forma di correzione, perché non siamo in una fase di obiettivi quantitativi da rispettare”, ha detto il commissario all’economia Paolo Gentiloni. “Il messaggio della Commissione non riguarda il contenuto di queste misure che possono essere pienamente giustificate, ma riguarda il loro impatto sulla finanza pubblica a medio e lungo termine”, ha aggiunto.

I tempi per la presentazione dei piani di rilancio – Il commissario ha parlato anche delle tempistiche per la presentazioni dei piani per l’impiego dei fondi europei che verranno stanziati con il recovery fund. “Non credo ci sia irritazione o delusione da parte della Commissione sui tempi di presentazione del piano” di rilancio italiano, “siamo in una fase in cui soltanto sei o sette Paesi hanno presentato in forma molto iniziale i loro piani, noi incoraggiamo a presentarli anche in forma preliminare perché aiuta il dialogo tra Governi e uffici della Commissione a risolvere problemi, affinare questioni, e quindi credo sia utile farlo in tempi ravvicinati ma non ci sono scadenze né tantomeno particolari irritazioni“, ha detto Gentiloni.

“Il piano nazionale di Ripresa e resilienza potrà far leva sulle ingenti risorse del Recovery fund. Anche in queste ore stiamo lavorando al budgetary plan: lo approveremo internamente e lo presenteremo a Bruxelles“, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo intervento di questa mattina all’assemblea della Fipe Confcommercio.

Per l’Italia 10 miliardi di euro nel 2021 dal piano “React – EU” – Sempre in tema di risorse contro la pandemia oggi è stato raggiunto un accordo tra i negoziatori di Consiglio ed Europarlamento su REACT-EU, strumento da 47,5 miliardi di euro nei prossimi due anni per rispondere all’emergenza pandemia che fa parte del più ampio pacchetto Next Generation Eu. Le risorse saranno rese disponibili attraverso i Fondi strutturali dell’Ue, con 37,5 miliardi di euro stanziati già per il 2021 e 10 miliardi di euro per il 2022. Secondo le prime informazioni per l’Italia ci saranno 13,5 miliardi in due anni, di cui 10,7 nel 2021. L’accordo di principio raggiunto dai negoziatori dovrà ora essere approvato formalmente dalle singole istituzioni, cioè il Consiglio ed Europarlamento.

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