Giusto il tempo di chiudere la conferenza stampa e il numero uno del colosso farmaceutico Pfizer era già allo sportello bancario per incassare un assegno da 5,6 milioni di dollari. Precisiamo subito: tutto in regola. Sta di fatto che lunedì scorso subito dopo lo storico annuncio di aver sviluppato un vaccino anti Covid altamente efficace insieme alla tedesca BionTech, l’amministratore delegato di Pfizer Albert Bourla ha venduto il 62% della sua partecipazione nella compagnia. Secondo quanto emerge dalle documentazioni della Securities and Exchange Commission (Sec), l’autorità statunitense che vigila sui mercati Bourla ha venduto oltre 132mila azioni al prezzo di 41,9 dollari ciascuna, vale a dire il valore più alto delle ultime 52 settimane che incorpora il balzo del 15% messo a segno dopo l’annuncio del nuovo farmaco. Il manager conserva ancora poco meno di 82mila azioni della società. L’affare non se l’è fatto scappare neppure la vicepresidente esecutiva della società Sally Susman che a sua volta ha venduto 43 mila azioni intascando poco meno di due milioni di dollari.

Lo scorso anno Bourla ha ricevuto uno stipendio di 15 milioni di dollari. Nato e laureato a Salonicco, in Grecia, il manager guida la compagnia dalla fine del 2018 dopo una lunga carriera interna. In passato Pfizer ha adottato tecniche finanziarie molto aggressive tanto che un ex consulente aveva definito il gruppo “una strategia finanziaria sotto forma di impresa”. La società ha confermato che la vendita di titoli da parte dell’amministratore delegato rientra nell’ambito di un piano che consente ai principali azionisti e dipendenti di società quotate in borsa di scambiare un numero predeterminato di azioni con tempistiche predefinite. Si tratta della “rule 10b5-1”, norma varata nel 2000 dalla Securities and Exchange Commission (Sec), l’autorità statunitense che vigila sui mercati, che permette appunto agli “interni” di società quotate di preparare piani di vendita per le loro azioni che detengono. Il piano di Bourla in particolare sarebbe stato condiviso con la società lo scorso 15 agosto.

Dopo il balzo di lunedì scorso le azioni Pfizer hanno intrapreso una graduale discesa, attualmente vengono scambiate a 38 dollari, quasi il 10% in meno rispetto ai valori di realizzo dei due manager. La commissione Ue è in procinto di siglare un accordo per l’acquisto di 300 milioni di dosi del nuovo vaccino. Ieri BioNtech ha annunciato che i prezzi del farmaco, peraltro sviluppato in larga parte con finanziamenti pubblici, saranno comunque al di sotto dei valori di mercato e adattati paese per paese per consentire il più ampio accesso possibile al medicinale.

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