Un calcio alla testa di un ragazzo bangladese. Poi il video caricato sui social network, mentre il giovane è a terra senza sensi. “Nooo Fra… perché? Perché? Questa cosa”, il commento sarcastico del sodale del picchiatore, mentre si riprende con il cellulare. Il filmato che riprende l’aggressione da parte del trapper Sayanbull è ancora su Youtube. Ha girato per 7 mesi sulle chat e sui profili instagram. Questa mattina la Digos di Roma, diretta da Giampietro Leonetti, ha arrestato quattro pugili romani, accusati a vario titolo dei reati di sequestro di persona, violenza privata, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Fra questi, il più noto è proprio Sayanbull, al secolo Alex Refice, 25 anni, cantante di musica trap molto noto fra i giovanissimi. Gli altri pugili arrestati sono Manuel Parrini, 23 anni; Omar Nguale Llunga 36 anni; e Tiziano Barilotti 32 anni.

L’aggressione al bengalese è soltanto una delle azioni violente perpetrate in questi mesi dal gruppo. La più nota risale al 7 marzo scorso, quando il “branco” ha fatto irruzione in uno studio musicale romano all’interno del quale stavano registrando alcuni artisti trapper, fra cui il più noto è Gabriele Magi, alias Gallagher, anche lui con dei piccoli precedenti di polizia. Gli aggressori poi sono scappati, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, “avvalendosi delle tecniche di arti marziali e pugilato”. Gallagher pubblica subito il video dell’aggressione su Instagram, scatenando la polemica nella scena musicale italiana e finendo per “scomodare” anche Fedez, che sempre sui social condanna le violenze ed esprime solidarietà ai colleghi aggrediti. Le vittime “in ginocchio sono state pestate per un’ora”

Tutti gli aggressori sono gravati da precedenti per reati contro la persona, tra cui lesioni personali e rissa, nonché, a diverso titolo, per porto d’armi ed oggetto ad offendere e, in un caso per reati contro il patrimonio. In particolare, Sayanbull e Parrini nel dicembre scorso avevano partecipato a una rissa in un locale del quartiere Eur, finita con il pestaggio di un barista e di un buttafuori. “Non abbiamo provato a fare una estorsione – dice Sayanbull nel video di scuse – noi siamo entrati, avevamo bevuto sì, ma volevamo comprare da bere, avevamo i soldi, la telecamera ci inquadra, ma quelli hanno rifiutato in un modo molto aggressivo, spintonandoci, così noi abbiamo reagito… forse in malo modo”. E poi attacca i giornalisti: “Fomentano odio, non gli credete, noi siamo bravissimi ragazzi dediti allo sport e alla musica”.

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