L’Alto Adige decide di tornare in lockdown, seppure più soft rispetto a marzo e aprile: chiusi bar, ristoranti, pasticcerie e negozi. Divieto di circolazione dalle ore 20 alle ore 5 del mattino, esclusi i motivi di necessità. Le scuole superiori e l’università nelle prossime tre settimane osserveranno la didattica a distanza. L’ordinanza firmata dal governatore Arno Kompatscher verrà pubblicata domani, entrerà in vigore mercoledì a mezzanotte e rimarrà valida fino al prossimo 22 novembre. Dopo aver ribadito in più occasioni l’autonomia di fronte ai Dpcm del governo di Roma, ora la Provincia di Bolzano diventa la prima a decidere misure molto più restrittive, introducendo di fatto un semi-lockdown sul territorio provinciale. Una decisione presa di fronte all’alto numero di contagi, che ha spinto Kompatscher a seguire di fatto le norme più severe introdotte sia in Germania che nella vicina Austria.

I laboratori dell’Azienda sanitaria altoatesina nelle ultime 24 ore hanno effettuato 2.279 tamponi e sono stati registrati 437 nuovi casi positivi. Il rapporto tra contagiati e casi testati è al 45 per cento. I pazienti Covid ricoverati nei normali reparti ospedalieri sono 223, 70 quelli nelle strutture private convenzionate e 84 in isolamento nella struttura di Colle Isarco. Aumentano da 17 a 23 i pazienti Covid ricoverati nei reparti di terapia intensiva. Poco più di due settimane fa, di fronte a un primo Dpcm del governo, Kompatscher rifiutava un inasprimento delle regole spiegando: “Siamo giunti alla conclusione che non servano nuovi provvedimenti”. Poi, il 26 ottobre aveva deciso di prolungare l’orario di apertura dei locali rispetto a quello previsto dal secondo Dpcm. È passata un’altra settimana e la situazione si è capovolta.

Le regole – Durante le ore di coprifuoco si potrà uscire di casa solo per ragioni di lavoro, salute e per motivi urgenti. Tutti i locali devono chiudere: consentito solo l’asporto fino alle 20 e il servizio a domicilio fino alle 22. Chiusura anche per i negozi: fanno eccezione solo alimentari e beni di consumo giornaliero, come farmacie, tabaccherie ed edicole. Chiusi anche gli alberghi, che potranno ospitare solo persone in viaggio per motivi di lavoro. I mezzi di trasporto pubblici potranno portare fino a 50% della capienza, che comunque sarà diminuita per la mancanza degli scolari delle superiori che resteranno a casa. Le elementari e le scuole secondarie di primo grado (le medie) rimarranno con insegnamento in presenza. Annullata qualsiasi manifestazione aperta al pubblico, così come sono vietate tutte le feste, anche private, oltre a riunioni e assemblee. Consigliato lo smartworking, così come è fortemente raccomandato limitare i contatti a lavoro, scuola e spesa. Consentito solo lo sport individuale all’aperto, mentre l’attività prosegue esclusivamente per gli atleti professionisti e le squadre che giocano nei massimi campionati.

Le dichiarazioni – “Il documento che abbiamo approvato oggi in una riunione straordinaria della Giunta è in linea con il documento nazionale dell’8 ottobre che aveva previsto diversi scenari. Ci siamo orientati su questo documento, ma attualmente la situazione con l’aumento esponenziale dei contagi ci impone di limitare i contatti interpersonali. Non tutti si sono attenuti alle regole e sono stati disciplinati, pertanto dobbiamo procedere con divieti, a tutela del sistema sanitario e per mantenere la scuola in presenza”, ha spiegato Kompatscher. “Siamo riusciti a passare abbastanza bene l’estate, anche meglio di quanto potevamo immaginare, ma la seconda ondata ci ha sorpresi per velocità e intensità“, ha detto ancora il governatore, sottolineando però che il sistema sanitario altoatesino ora è meglio organizzato per affrontare il covid. “In questi mesi abbiamo cercato di mantenere e rendere possibili tutte le attività economiche, ma attualmente l’aumento delle infezioni ci impongono di dare una risposta“, ha ribadito poi Kompatscher, appellandosi alla cittadinanza per il rispetto delle regole.

I “vicini” – La nuova ordinanza della Provincia di Bolzano arriva a pochi giorni di distanza dal provvedimento con cui l’Alto Adige si era adeguata alle restrizioni in vigore in Italia, disponendo la chiusura di bar e ristoranti alle ore 18. “Ci muoviamo in linea con la Germania e l’Austria“, aveva detto allora Kompatscher per giustificare la retromarcia. Per la seconda volta la giunta Svp-Lega aveva infatti inizialmente deciso regole diverse rispetto a quelle decise dal governo a Roma, salvo poi cambiare idea. Ora invece la scelta di andare oltre, nel giorno in cui la Germania entra a sua volta in semi-lockdown e dopo che sabato pure Vienna ha deciso la linea dura, con la chiusura totale di ristoranti, alberghi, istituzioni culturali e sportive.

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