La provincia di Bolzano è tra quelle in Italia dove i contagi si stanno diffondendo più rapidamente. E la pressione sui servizi sanitari è inevitabilmente aumentata. “Nel giro di dieci giorni c’è stato un raddoppio dei ricoveri per Covid – commenta Pierpaolo Bertoli, direttore sanitario dell’Asl altoatesina -. Oggi abbiamo 156 pazienti positivi, di cui 15 in terapia intensiva contro gli 8 di una settimana fa, a cui se ne aggiungono altri 70 nelle strutture private convenzionate, quasi come ad aprile. E in neanche due settimane – sottolinea il direttore – abbiamo avuto lo stesso numero di casi positivi al tampone che avevamo registrato da marzo”. Sale quindi anche il numero delle persone in isolamento nella struttura militare di Colle Isarco negli ultimi sette giorni: da 25 a 42. Così come quello dei positivi in quarantena domiciliare: da 5.549 a 7.313. “Una situazione che ci ha imposto di ridimensionare al 30 per cento l’attività ordinaria programmata, soprattutto chirurgica, ma nei prossimi giorni dovremo ridurla in modo ancora più consistente” spiega Bertoli.

La gestione dell’emergenza in Alto Adige si basa su una riorganizzazione del servizio sanitario di tipo modulare. Per adesso il sistema tiene. Lo spiega Patrick Franzoni, vice coordinatore dell’emergenza medica all’interno della task force provinciale per il Covid: “L’ospedale di Bolzano, il più grande, è in rete con gli altri sei ospedali periferici della provincia. In ciascuno di questi presidi abbiamo ricavato da 25 a 40 posti letto dedicati ai pazienti Covid, per un totale complessivo di 380 posti, esclusi quelli della terapia intensiva, che in tutto arrivano a 77. In estrema emergenza useremo anche le sale operatorie”. La prossima settimana in Alto Adige sarà festiva. “Mi auguro che la gente stia in casa il più possibile. Se la curva dei contagi è schizzata è anche colpa delle castagnate in compagnia e delle feste familiari” dichiara Franzoni.

Oltre all’ordinanza che verrà firmata oggi, sono allo studio per i cosiddetti Comuni-cluster (Laives, Sarentino, Campo di Trens, Racines e Malles) misure ancora più rigide, come la chiusura totale di scuole, bar e ristoranti per 14 giorni e spostamenti da e verso i comuni solo in casi di estrema necessità. “Siamo al pre-collasso – commenta Monica Oberrauch, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Bolzano -, il personale sanitario non basta, facciamo del nostro meglio ma la situazione non migliorerà se non si ridurranno al minimo indispensabile i contatti interpersonali”. Per alleggerire il carico di lavoro e riuscire a mappare e isolare tutti i contatti stretti in tempi più celeri, dice il direttore sanitario dell’Asl altoatesina, “abbiamo chiesto al ministero della Salute di valutare la possibilità di eliminare il tampone naso-faringeo tradizionale per i pazienti sintomatici che risultano già positivi al test antigenico e sono entrati in contatto con persone malate”.

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