C’è Giulia, guida turistica fra Parma e Piacenza. Con le attività ferme da mesi, prima della seconda ondata aveva avuto un’idea: portare i visitatori in giro con un risciò elettrico. Lo guida lei. C’è Simona, interprete simultanea nelle conferenze. Lei e i suoi colleghi hanno comprato microfoni e cuffie per tradurre via Zoom. Altri ancora hanno aggiunto all’interpretariato l’insegnamento. C’è Davide, guida ambientale. Invece della Patagonia ha recuperato i sentieri locali. Sono tutti lavoratori autonomi. Già prima delle nuove restrizioni hanno sofferto più degli altri a causa delle misure necessarie per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Secondo i Consulenti del lavoro, su 841mila posti di lavoro perduti nel secondo trimestre di quest’anno 219mila sono di chi appartiene a questa categoria. L’ultimo affondo è arrivato con i Dpcm del 18 e 25 ottobre, che chiudono le porte di congressi e convegni e pesano su un settore – quello degli eventi – con circa 569mila addetti, che genera un indotto di 64,7 miliardi di euro e ha un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi di euro l’anno. Quanto al turismo, secondo Astoi Confindustria Viaggi tour operator, crociere e trasporto aereo segnano perdite superiori al 70%. I rappresentanti del comparto sostengono che per loro il lockdown “dura già da 8 mesi e non se ne prevede la fine prima di 12”.

La guida turistica e le nuove regole – “Fino ai primi di marzo lavoravo 3 o 4 volte a settimana. Da aprile a giugno, zero”, spiega Giulia (nome di fantasia), guida turistica in Emilia Romagna. “Con l’estate le cose sono andate un po’ meglio. Mi hanno contattata i clienti diretti, come associazioni o famiglie”. Ma anche la ripresa è stata un’incertezza dopo l’altra: “Ogni sito visitabile ha regole proprie. Orari di apertura, capienza, percorsi, numeri: sembra strano ma non è sempre facile capire cosa si intende per ‘piccoli gruppi’. Quattro persone? Cinque? Sei?”. Cambia anche la clientela, quando c’è. Spariti (quasi) del tutto gli stranieri, c’è prevalenza di italiani, spesso preoccupati per il rischio contagio. “Direi che rispetto all’anno scorso ho perso il 70-80%. E questo nonostante settembre sia stato un mese abbastanza positivo. Lo stesso vale per molti miei colleghi”, continua. Alcuni hanno risposto reinventandosi: “Qualcuno ha cercato di usare il web. Io non sono brava con le piattaforme multimediali, quindi ho deciso di proporre ai miei clienti un giro in risciò, che guido io”. Ora, con le nuove restrizioni, anche questo tentativo è destinato a rimanere in stand-by almeno fino a fine novembre.

La guida ambientale: “Dovevo essere in Patagonia” – Accanto alle guide turistiche ci sono quelle ambientali, che si occupano di accompagnare i visitatori in natura seguendo sentieri di qualsiasi tipo, con mezzi non a motore. Per loro, il blocco delle attività è partito poco prima del lockdown, con l’interruzione delle gite scolastiche: “Fra le nostre occasioni di maggior lavoro. Poco dopo sono saltati anche gli appuntamenti con i pensionati, che dovevano prestare particolare attenzione al rischio contagio”, racconta Davide Galli, guida ambientale e presidente nazionale Aigae, Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche. “Per noi sono stati oltre 4 mesi di fermo totale, con una perdita del 58% di fatturato”. In estate si cambia rotta, con gite e attività all’aperto. Chi si occupa di esteri ha cercato di deviare sul locale, per resistere. “In questo momento io dovrei essere in Patagonia, per un viaggio programmato da tempo. Invece, ho quadruplicato i percorsi fatti in Italia”, prosegue Galli. “La clientela è prevalentemente italiana, soprattutto famiglie. I campeggi per ragazzi sono andati esauriti: gli adolescenti non ne potevano più di stare chiusi in casa. Pensiamo che il bonus vacanza ci abbia aiutato molto”. I conti sono migliorati, passando da una perdita del 58% all’8%. Poi, ancora giù: “Ora siamo di nuovo in grande difficoltà, sempre perché il mercato scolastico si è fermato”. Poi è arrivato il nuovo Dpcm e la “raccomandazione” di uscire solo per ragioni di necessità. E l’attesa per gli ulteriori ristori, sulla falsariga di quelli arrivati la scorsa primavera. Cioè il bonus da 1000 euro per il mese di maggio, rivolto a chi ha dimostrato di aver subito una perdita del 33% nel secondo bimestre del 2020

L’interprete: “Ora traduco da casa. 4-5 giorni al mese contro i 18 di prima”“Ma è un paradosso. Noi lavoratori autonomi spesso riceviamo i compensi molto tempo dopo aver erogato le prestazioni, commenta Simona (nome di fantasia) parlando di quegli indennizzi. Lavora come interprete simultanea. Francese e inglese tradotti in italiano a conferenze, convegni, congressi. Il suo lavoro funziona(va) in presenza: in cabina, sempre in due. “Ci si dà il cambio ogni 20 minuti. Mentre uno traduce, l’altro lo aiuta, per esempio cercando parole sul glossario”. Una collaborazione che non c’è più. Il Covid ha fermato gli eventi e costretto anche i traduttori a lavorare da casa. “Ci siamo comprati le attrezzature a nostre spese, cioè cuffie professionali e microfono. Abbiamo iniziato a lavorare via Zoom, ma con fatica. Oltre ai problemi di connessione, per noi c’è la difficoltà del suono, che spesso è metallico e poco chiaro. Molti relatori usano l‘audio ambientale con la conseguente intrusione di rumori e disturbi acustici nella conversazione. Tradurre con esattezza e immediatezza diventa molto difficile, anche perché lo facciamo da soli, senza l’aiuto dei colleghi come invece dovrebbe essere”, spiega. “Se prima del Covid, nei mesi più densi contavo 15-18 giornate lavorative, oggi arrivo a quattro o cinque”, prosegue Simona. “Ho perso circa il 50% dei guadagni. Ci servono protocolli di sicurezza che ci facciano tornare a lavorare in presenza”. Conferma tutto Elena (sempre nome di fantasia), simultaneista impegnata soprattutto con eventi riguardanti il Regno Unito e gli Stati Uniti. Conti alla mano, registra un crollo del 70% rispetto all’anno scorso. La cosa che la spaventa di più, dice, è la mancanza di progettualità: “Oltre, ovviamente, alla mera sopravvivenza. Non c’è margine per pensare alle attività del 2021”. Lo stesso pensa Simona: “Stiamo vivendo dei nostri risparmi. Quando finiranno, cosa succederà?”.

Inizia oggi un viaggio de ilfattoquotidiano.it tra i lavoratori autonomi dei settori più danneggiati dall’emergenza Covid. Racconteremo attraverso le loro voci l’impatto della pandemia e delle restrizioni anti contagio. Scriveteci le vostre storie a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it

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