La piadina vuota? Secondo l’Agenzia delle entrate di Belluno non esiste. A denunciare, increduli, l’avviso ricevuto dal fisco, due proprietari di un food truck di San Celemente, in provincia di Rimini, come riporta il Resto del Carlino. I due, Alessandro Villa e Selvaggia Crema, raccontano di aver iniziato l’attività in Trentino diversi anni fa, venendo però dalla Romagna, spiegando il perché la lettera sia arrivata da Belluno. “Per loro – dicono – non l’abbiamo raccontata giusta e quelle piadine erano farcite”. La richiesta? Il pagamento di una multa da 6500 euro, entro una settimana, cioè il 30 ottobre che però, puntualizzano non pagheranno. “In quest’anno difficile significherebbe chiudere i battenti per qualcosa che ci viene contestato ma che non abbiamo fatto”.

Per i due proprietari della piadineria su ruote, infatti, era normale durante l’attività vendere anche piadine vuote che preparano loro, senza usare nulla di già pronto. “Per loro non è possibile che abbiamo venduto piadine vuote perché antieconomico – spiegano – Per noi invece era un piccolo aiuto in più quando il turista o il cliente ci chiedeva un pacco di piadine prima di andarsene. È ovvio che una vuota costa poco, ma è sempre meglio che niente”. Nel loro racconto al quotidiano bolognese, infatti, i due spiegano di aver impiegato anni e soldi per poter portare avanti la piccola attività, dovendo quindi decidere di lasciare la residenza in Trentino, optando per una più centrale Toscana, per poi fare ritorno al paese d’origine, ma di fatto “girando il Paese nelle grandi fiere di cibo da strada”.

L’Agenzia delle Entrate, però, non contesta solo la farcitura delle piadine, ma anche la quantità di farina utilizzata. “Secondo loro una una piadina deve pesare 80 grammi, non di più – raccontano Alessandro e Selvaggia – Facendo i conti su quanta farina e lievito utilizziamo ci dicono che ne abbiamo prodotte più di quanto dichiariamo. Ma una piadina da 80 grammi il cliente non me la mangia, anzi me la tira addosso. Ne servono almeno 120″. Fiscalmente? “I registri vanno bene – dichiarano i due – In tanti anni mai avuto una sanzione, uno scontrino non emesso e così via”. Tutto questo lo ha deciso l’Agenzia. Non ci hanno contestato i numeri e i registri perché fiscalmente va tutto bene. E non da oggi, in tanti anni mai avuto una sanzione, uno scontrino non emesso e così via”.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Adele torna sulle scene e ironizza sul cambio look: ‘Con le limitazioni…ho deciso di viaggiare leggera’. Ma delude i fan: ‘ll nuovo album non è finito’

next
Articolo Successivo

Da Canavacciuolo a Mascia, gli chef stellati contro il dpcm che chiude ristoranti alle 18: “Penalizzati per negligenze altrui, bisognava pensarci prima”

next