“Li avete visti tutti quei film in cui l’eroina ha una malattia terminale ma nonostante la chemio, i respiratori, è una gnocca spaziale e infatti si fidanza con il più figo della scuola? Ecco non è il mio film”, spiega la protagonista con la propria voce fuori campo. Tra l’eccentricità cromatica e spaziale di Amelie Poulain (curiosa questa Torino colorata seppur austera) e l’abisso del romantic drama A un metro da te, c’è proprio Sul più bello di Alice Filippi. Il primo (forse?) tentativo di una teen dramedy all’italiana che escluda dall’orizzonte degli eventi di genere il mood del melodramma o della tragedia concentrandosi sul registro comico.

La malattia di Marta (Ludovica Francesconi) si chiama mucoviscidosi e a livello probabilistico non lascia molto scampo per i mesi a venire. Eppure la ragazza, voce sinuosa degli annunci pubblicitari al supermercato, coinquilina di due amici del cuore (una ragazza lesbica e un ragazzo gay) che l’hanno accudita da quando i suoi genitori sono morti e lei aveva solo tre anni, si innamora di Arturo (Giuseppe Maggio), un canottiere belloccio e ricco che, inaspettatamente si innamora di lei, apparentemente sgraziata e bruttina, in realtà spigliata e smaccatamente sincera.

La favola è quella del brutto anatroccolo, ma il sentimento tra i due è recitato con vigorosa sincerità. Ed è qui che il film fa bingo. Anche se l’attrice protagonista viene resa più impacciata e bruttina grazie al settore trucco – i capelli a caschetto – e parrucco – gli abiti eleganti improbabili, Marta si trasforma magicamente in corpo e vita che fanno come sparire lo stigma didascalico grazie al supporto di una surrealtà spinta e reiterata che la avvolge con dolcezza. Dicevamo dell’esibito sfrigolare cromatico, tinte pastello calde, vivacità di ritmo nel montaggio, piccole geometrie fronte macchina variabili ed esuberanti, musica teen che pompa gentile come un abbonamento Spotify appena rinnovato (il leitmotiv di Alfa coinvolge e rimane sottopelle), Sul più bello ritratta la malattia in età giovanile su grande schermo senza solenni interni ospedalieri o primi piani da malato truccato. Il ricamo è gioioso. Il messaggio ha variabili perfino gender-fluid. Ed il risultato è accattivante. Francesconi è un talento mica da ridere. Tratto dall’omonimo libro young adult scritto dalla 19enne Eleonora Gaggero, celebre volto Disney.

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