Purtroppo ci risiamo. Dopo i mesi peggiori della pandemia e di un incubo comunicativo pressante e allarmistico ieri abbiamo assistito nuovamente all’ennesima conferenza stampa di Conte.

Non basta la pericolosità del virus in sé, ci si mette anche l’ansia generata da annunci costanti di una conferenza stampa del Premier in prima serata a parlare alla Nazione. Giorni di nuova attesa, di nuove preoccupazioni, di cittadini e imprenditori allarmati per probabili e annunciate chiusure. Coprifuoco, chiusure, limiti, libertà controllata. Insomma, stress gratuito sulle spalle della gente.

E come fai a fregartene. Sei lì che stai cenando in casa, magari pure con la mascherina solo leggermente abbassata (sia mai che qualche vicino ti veda e faccia la spia), e aspetti le parole di Conte. Prima alle 20, poi ritarda e ti fa pure raffreddare la cena perché come fai a mangiare con l’ansia delle sue rivelazioni della domenica sera.

Insomma, scherzi a parte, inizia la conferenza stampa ed ecco lui, Rocco del Grande Fratello. Per un attimo pensi di aver sbagliato canale e di esserti sintonizzato per errore sul Grande Fratello VIP. No, è Palazzo Chigi. Giuseppe Conte, con la rigorosa mascherina, annuncia le misure alla nazione.

Sostanzialmente poco cambia per le precedenti misure, ma si aggiungono alcuni punti che verranno demandati ai Sindaci. Subito già sul piede di guerra per aver subito uno scaricabarile istituzionale. Ma il pezzo più forte della serata è l’inizio delle domande. Elegantemente introdotte da Rocco Casalino. Ribadisce in diretta nazionale che l’ordine delle domande seguirà l’ordine di iscrizione precedente. Ovviamente i cittadini ringraziano per questa fondamentale precisazione.
Ed ecco la prima domanda, guarda caso sul Mes.

Ed ecco il vuoto cosmico. Conte, in evidente imbarazzo, afferma sostanzialmente che al Mes non si accederà per evitare nuove tasse. Non ci sono esigenze di cassa e non si accederà. Panico generale. Ma come non ci sono esigenze? Nuove tasse per accedere al Mes? L’avvocato Conte deve avere qualche problema di economia.

Senza andare troppo per il sottile, è stata una comunicazione inaspettata e non certo concordata con le forze del governo. Quanto meno non con Italia Viva e forse neanche con il Pd. Esultano Salvini e Meloni. Ma ci perdono gli italiani. In un momento dove si ha bisogno di investire sul sistema sanitario, sul sistema infrastrutturale, sul sistema trasporti, sulla scuola, sulla giustizia, sul rischio idrogeologico, sul lavoro. Conte afferma, così in solitudine, non useremo il Mes. Con una spiegazione inconcludente e molto grillina, ossia demagogica e populista. Tutto questo mentre l’Italia era ferma ad ascoltare con ansia le parole del Premier.

Siamo andati a dormire con una grande confusione in testa e senza alcuna vera speranza. Un Premier ben vestito e ben pettinato ma gestito da Rocco Casalino e i suoi fratelli. Non abbiamo bisogno di altra incompetenza e inconcludenza. Non abbiamo bisogno di conferenze stampa patinate. Non abbiamo bisogno di populismo. Non abbiamo bisogno di paternalismo. Abbiamo urgente necessità di dinamismo culturale e intellettuale. Abbiamo urgenza di competenza e di atti concreti. Abbiamo bisogno di essere rassicurati e non spaventati continuamente. Abbiamo urgenza di tranquillità lavorativa ed imprenditoriale.

Gli italiani hanno e stanno facendo da tempo sacrifici. Stanno rispettando le regole anche più assurde e contraddittorie. Il tempo delle incertezze è finito. Il tempo delle conferenze stampa deve terminare. Altrimenti l’Italia non reggerà più.

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