Oggi è lo sciopero mondiale per il futuro, serve per tenere alta l’attenzione sulla crisi climatica e sulle disastrose conseguenze che può avere sul pianeta. Eppure gli interessi economici nei confronti di business ecocidi ed il green washing sono sempre in agguato. Questa data non deve diventare una data vuota di contenuti, o peggio sfruttata per chi vuole riverniciarsi di verde. Dobbiamo unirci, ribellarci, ed essere consapevoli.

A Roma Extinction Rebellion da una settimana sta protestando e manifestando, con azioni pacifiche, creative, sotto le sedi del potere politico, economico, sotto sedi di giornali ecc… (in alcuni momenti sono stati perfino inutilmente bloccati dalla polizia).

Anch’io sono da poco entrata a far parte di Extinction Rebellion, con un piccolo gruppo locale (Faenza), e sento profondamente l’importanza di questa ribellione. “Siamo tutte persone normali, portate a ribellarsi davanti alla cecità e al silenzio che avvolge la minaccia più grande che l’umanità si sia mai trovata ad affrontare”.

Da ieri 60 “ribelli” si trovano sotto la sede dell’Eni a Roma, si sono incatenati e rischiano l’arresto. Si sono appellati al ministro Stefano Patuanelli (visto che, tra l’altro, che Eni è una delle maggiori aziende partecipate dallo Stato, e lo Stato ne detiene circa il 30% delle quote azionarie) che però non ha risposto. Ho scritto anch’io al ministro, pregandolo di prestare attenzione all’appello di Extinction Rebellion e prego tutti voi di fare altrettanto. Ecco la lettera di Extinction Rebellion, a cui la stampa ha dato purtroppo scarsa visibilità.

Egregio Ministro Stefano Patuanelli,

Giovedì 8 ottobre, alle ore 9.30, ci siamo incatenati e incatenate ai cancelli di Eni, mentre altre persone di tutte le età mettevano in atto diverse azioni dirette nonviolente al lago dell’Eur. La nostra modalità di azione è sempre radicalmente nonviolenta, anche nella comunicazione, ma non possiamo tacere di fronte all’inazione politica nei confronti della “svolta green” di Eni… Pur rimanendo in ogni ambito rigorosamente nonviolenti abbiamo scelto la disobbedienza civile perché sentiamo che il patto sociale è ormai logoro a causa della prolungata inadempienza di chi ci governa.

Eni è una delle aziende più inquinanti al mondo e gioca con il termine sostenibilità in maniera indegna, sperando di convincere la cittadinanza con pubblicità in cui si vedono mondi equi e fiorenti e si sentono messaggi che incitano i singoli a cambiare i propri comportamenti perché Eni lo ha già fatto. Non è più sopportabile questa narrativa di “greenwashing”. Inoltre, Eni si ripropone di attuare un piano verde che vuole aumentare ogni anno le sue capacità estrattive cercando nuovi ecosistemi a cui fare violenza, con le rispettive popolazioni umane, animali e vegetali, mentre sostiene di essere ormai in piena “transizione ecologica”, […] accedendo a una fetta consistente dei fondi europei per la transizione ecologica che il nostro paese riceverà tramite il Next Generation EU. Cioè soldi in buona parte a debito che dovrebbero essere ripagati dalle generazioni di oggi e domani.

La sostenibilità è la capacità di soddisfare i nostri bisogni senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri. Le fonti fossili sono incompatibili con questa definizione: usarle significa consumare risorse che appartengono a tutte le generazioni e che non hanno nessuna speranza di essere reintegrate. […]

Siamo davanti a un drastico cambiamento dell’atmosfera e della biosfera talmente rilevante che lascerà la proprio impronta negli strati geologici della terra e minaccia gravemente le società e le popolazioni umane. Siamo molto preoccupati per il mondo di scarsità idrica, fame, guerra e miseria che vediamo arrivare e non riusciamo a capire come possano non esserlo i nostri governanti, visto che le loro azioni saranno ciò che lasceranno ai propri figli e ai figli del proprio popolo.

Per questo Le chiediamo di venire da noi a parlare di Eni e delle scelte che deve compiere questo governo per proteggere coloro che ha scelto di rappresentare, così potremo scioglierci da queste catene. Vorremmo confrontarci con Lei su come impedire che prosegui questo Business As Usual, che sembra ormai una danza cieca sull’orlo di un precipizio.

Con amore e rabbia,
8.10.2020

Extinction Rebellion

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