Scatta il ‘coprifuoco’ per la movida in Campania. Il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha firmato un’ordinanza che, oltre a prevedere la proroga dell’uso della mascherina all’aperto, ha introdotto l’obbligo per bar, gelaterie e pasticcerie di abbassare le saracinesche dalle 23 alle 6 del giorno successivo dalla domenica al giovedì. Ai ristoranti, pizzerie ed altri esercizi della ristorazione (pub, vinerie, kebab e similari) “è fatto obbligo di prevedere l’ultimo ingresso dei clienti nonché degli avventori per asporto alle ore 23 per l’intera settimana”. Le consegne a domicilio sono consentite senza limiti di orario. L’orario di chiusura imposto per venerdì e sabato è dalla mezzanotte alle 6. Le nuove misure dureranno fino al 20 ottobre.

Nelle ultime settimane, la Campania ha registrato un importante aumento di contagi risultando spesso la prima regione per numero di nuovi casi, spesso sopra i 300 nelle ventiquattr’ore. Un tasso quasi mai raggiunto, neanche durante il periodo di lockdown. Prorogato l’obbligo di indossare la mascherina anche nei luoghi all’aperto e durante l’intero arco della giornata “a prescindere dalla distanza interpersonale”, fatte salve le previsioni di specifici protocolli di settore come per le attività di ristorazione, bar e sport all’aperto.

Confermate anche tutte le disposizioni relative alle misure di sicurezza obbligatorie prescritte per i titolari e gli utenti di esercizi commerciali, culturali, ricreativi, o comunque aperti al pubblico, compreso l’obbligo di porre a disposizione, all’ingresso e all’interno dei locali, soluzioni idroalcoliche igienizzanti e di subordinare l’ingresso da parte degli utenti all’avvenuta igienizzazione delle mani e alla protezione delle vie respiratorie attraverso l’uso della mascherina.

La decisione di De Luca ha provocato la reazione del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: “Con queste ordinanze consegneremo a breve molti esercizi commerciali alla mafia”, ha detto a Rainews24. “Chiudere ristoranti e locali alle 23 non ha nulla a che vedere con la movida – ha affermato – perché la movida ha altri tipi di locali, di luoghi e di contesti”. “Tra l’altro – ha proseguito De Magistri – l’aumento dei contagi a Napoli non deriva per nulla da comportamenti all’aperto. Ci sono ben altri contesti soprattutto legati all’estate quando si è dato il libera a tutti”. Il sindaco si è detto “preoccupato” perché “dopo tanti mesi non mi sembra che si siano fatti passi in avanti sulla tutela sanitaria dei cittadini napoletani e campani e invece si scarica sempre la responsabilità sul ragazzo che sta fuori scuola, sul ristoratore, sul pizzaiolo che vengono considerati il pericolo per la diffusione del contagio”.

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