Non la manda a dire Greg, all’anagrafe Claudio Gregori, comico, conduttore, membro del duo comico Lillo e Greg. In un’intervista con l’AdnKronos, l’attore parla del teatro al tempo del Covid, sottolineando non solo le difficoltà oggettive, ma anche la fatica di far tornare le persone in sala, che “se ne fregano di ammassarsi negli apericena o nello struscio sui corsi delle città o in spiaggia, ma a teatro pare abbiano paura”.

Fare teatro oggi “è ancora più arrancante del solito, con questa spada di Damocle perennemente in bilico sulle nostre teste. Fino a qualche tempo fa, all’aperto si poteva avere paura del maltempo, al chiuso del traffico della partita di turno che ti toglieva spettatori, adesso c’è anche questo spettro del pubblico che ha paura di trovarsi tutto insieme in un posto chiuso”. In scena con la commedia “L’accendino magico“, scritta da lui, Greg confessa anche l’amarezza di trovarsi come artisti sul palco in un momento storico così difficile, “attorniati da un posto sì e uno no, con persone con le mascherine per cui si avvertono di meno le sensazione, le emozioni, le risate, i commenti”. Senza dimentica, ricorda, “il malessere delle persone che sono costrette da questa maschera che gli ricorda continuamente che siamo in un periodo di virus, è faticoso. Molto faticoso”.

Sul futuro del teatro, Greg è scettico: “Sono fiducioso dal punto di vista del virus, perché passerà, ma non così fiducioso per la situazione generale del teatro in Italia – chiosa – Perché, anche se è leggermente migliorata la situazione, per via di una serie di musical che hanno portato un po’ più di persone al teatro, vedo poca ‘ciccia’, poca carne al fuoco. E affonda: “Se uno va poco a teatro e poi vede una cosa brutta, e ce ne sono tante, poi ci mette definitivamente una croce sopra”. Sul rapporto con Lillo, infine, conclude: “La nostra partnership continua”.

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