Svetlana Alexievich, premio Nobel per la letteratura e membro del Consiglio di coordinamento dell’opposizione bielorussa, ha lasciato il Paese partendo per la Germania. Era l’ultimo dei sette membri del presidio del consiglio non in carcere o all’estero. Secondo la sua assistente, Tatyana Tyurina, ha lasciato il Paese per ragioni “personali e legate al suo lavoro”. Ha in programma degli incontri, “una fiera del libro in Svezia e in Sicilia le verrà consegnato un premio” al Taobuk Festival di Taormina. Il suo rientro in Bielorussia dipenderà “da come evolvono gli eventi qui e dal suo stato di salute”.

Formato dall’ex candidata presidenziale Svetlana Tikhanovskaya, il Consiglio di coordinamento ha l’obiettivo di assicurare una transizione pacifica e democratica del potere in Bielorussia. Dalle contestate elezioni del 9 agosto, dopo le quali il dittatore Alexander Lukashenko in carica dal 1994 sta continuando a reprimere qualsiasi forma di opposizione, i 7 membri del presidio che guida il Consiglio di coordinamento sono tutti stati arrestati o costretti all’esilio. Il 24 agosto, i membri del presidio Sergei Dylevsky e Olga Kovalkova sono stati arrestati dagli ufficiali dell’Omon mentre sostenevano uno sciopero alla fabbrica di trattori di Minsk. Sono stati condannati entrambi a 10 giorni di reclusione il giorno successivo. Uscita di prigione il 5 settembre, Kovalkova è fuggita a Varsavia la stessa notte, dopo aver riferito di essere stata minacciata di ulteriori arresti da parte delle autorità bielorusse se non avesse lasciato immediatamente il paese.

All’inizio di settembre un gruppo di ambasciatori europei si è fatto fotografare insieme alla Alexievich come segno del fatto che l’autrice, tra l’altro, di Preghiera per Chernobyl poteva contare su uno “scudo umano” dalle minacce del regime.

La polizia, nel corso delle manifestazioni di domenica, ha effettuato altri 300 arresti, a Minsk ma non solo. Circa 100mila persone hanno infatti sfilato per le strade sfoggiando i ritratti della rivale di Lukashenko alle elezioni, Svetlana Tikhanovskaya. Che ha fatto appello al presidente francese Emmanuel Macron perché provi a “mediare” nell’interesse del popolo bielorusso. Macron sta per iniziare una visita di due giorni a Vilnius, dove Tikhanovskaya si è rifugiata dopo essere stata espulsa dal suo Paese: l’Eliseo ha annunciato per domani un incontro tra i due.

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