“Le cose in Italia vanno meglio? Perché in Gran Bretagna amiamo la libertà”. Lo ha detto Boris Johnson, parlando davanti al parlamento, al netto di un numero di contagiati che solo ieri ha visto altre 5800 persone trovate positive ai test.

Le cose in Gran Bretagna vanno peggio (rispetto all’Italia) perché Johnson e parte del suo elettorato amano la “libertà” del complain, cioè della lamentela. Infatti qui, nel Regno Unito, molti inglesi si vedono come “clienti” è non cittadini. “Perché devo indossare la mascherina?”, ha chiesto una cliente entrando in un negozio. “È mio diritto non metterla, mi faccia parlare con il manager se c’è qualche problema”. E allora ecco una nuova possibile contagiata: il tutto solo per esercitare un diritto alla rovescia. La mascherina non come tutela verso gli altri o se stessa, ma vista come ingiustizia calata dall’alto.

Nella metropolitana di Londra è vietato entrare senza una mascherina ma basta farsi un giro sulla Victoria Line o la Central per vedere quanti non la indossino, grazie all’assenza di controlli. Infatti, il personale della metropolitana non può fermare chi entra senza protezioni. A non aiutare c’è anche il fatto che gli ingressi non sono contingentati e nelle strette carrozze inglesi è pressoché impossibile mantenere i due metri di distanza. Guai quindi a far notare a qualcuno che, almeno, dovrebbe mettere la mascherina perché parte subito il lamento inglese “mind your business”, si faccia gli affari suoi.

Impossibile poi per Johnson pensare a un secondo lockdown, visto che il primo, a Londra, non è stato rispettato da nessuno: la gente a marzo si riversò nei parchi guardati da lontano dai poliziotti impauriti dalla possibilità di un complain e presi, a loro volta, a passeggiare senza mascherina. E quindi è facile immaginare che all’ombra di Buckingham Palace l’emergenza Covid continuerà ancora a lungo, in nome della libertà di ammalarsi: sia ben chiaro.

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