“Le mascherine saranno distribuite per i docenti e per i bambini. Chiedetele ai presidi”. Le parole del premier Giuseppe Conte arrivano nel corso della conferenza stampa indetta nel pomeriggio di una giornata (quella di ieri) in cui le voci sulle mascherine hanno creato il caos. Da una parte i presidi che hanno annunciato in questi giorni ai loro insegnanti e alle famiglie che non distribuiranno mascherine per i bambini perché la fornitura ricevuta non è sufficiente. Dall’altra il presidente del Consiglio, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e il Commissario straordinario Domenico Arcuri che ribadiscono che i dispositivi di protezione individuale dovranno essere distribuiti a tutti: docenti, bidelli, allievi.

A sollevare la questione e a confermare le voci raccolte dal fattoquotidiano.it è il presidente dell’Associazione nazionale presidi: “Arcuri ha dichiarato più volte che saranno distribuite 11 milioni di mascherine al giorno per tutti ma numerosi colleghi mi segnalano di aver ricevuto una fornitura pari a 3-4 mila mascherine che bastano solo per pochi giorni”.

Dal Nord al Sud le storie sono simili. Dalle testimonianze raccolte dal fattoquotidiano.it ci sono scuole con mille bambini e 200 insegnanti che hanno ricevuto 4mila mascherine: una quantità che può essere sufficiente per pochi giorni. Una mamma della provincia di Brescia ci spiega: “Da noi le mascherine i bambini le portano da casa”. Massimiliano Armenante, maestro a Roma, conferma: “Al momento non se ne parla”. Gli fa eco la professoressa Barbara Bottazzi, della secondaria di primo grado di Brebbia: “Da noi le danno solo ai docenti”. Così a Malegno, a Ripalta Cremasca, in una scuola della provincia di Udine e in tante altre realtà. Mentre a Sesto Fiorentino la docente Federica Franzetti dice: “Dovrebbero darle per tutti ma al momento bastano solo per la prima settimana di scuola”. Un corto circuito forse dovuto alla confusione delle ultime settimane.

I presidi, di fronte alla prima insufficiente fornitura, hanno scelto di dare le mascherine solo ai docenti nonostante il Commissario Arcuri abbia scritto loro una lettera nei giorni scorsi dove ricordava che i dispositivi sarebbero dovuti servire per insegnanti e allievi.

Dallo stesso ministero dell’Istruzione è arrivata più volte l’indicazione di usare le mascherine per il personale ma anche per i bambini e i ragazzi. E a fare chiarezza ci pensa l’ufficio del Commissario che al fattoquotidiano.it spiega che cosa è accaduto e che cosa avverrà nei prossimi giorni. Per tutti gli istituti pubblici e paritari, dall’1 all’11 settembre c’è stata una prima fornitura di 41 milioni di mascherine chirurgiche, destinate ai corsi di recupero. Nella provincia autonoma di Bolzano, dove la scuola è partita il 7 settembre sono state consegnate 180mila mascherine. Complessivamente, per coprire il periodo 14-25 settembre sono in distribuzione 110 milioni di mascherine, 77 milioni per gli adulti e 33 milioni per i bambini dai 6-ai 10 anni.

Ma come saranno distribuite 11 milioni di mascherine? Arcuri specifica che la “consegna sarà a cadenza settimanale, bisettimanale o mensile a seconda del numero degli alunni e del personale al fine di non gravare sullo stoccaggio del materiale”. E a confermare il piano di Arcuri sono anche gli uffici di viale Trastevere: “Hanno fatto una prima consegna, ma prima del 14 arriveranno quantitativi più alti per soddisfare il fabbisogno di alunni e docenti”.

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