“Karaoke”, come certificano i numeri, è il vero tormentone di questa estate ma soprattutto apre un nuovo capitolo nella vita umana e professionale di Alessandra Amoroso. Il lockdown, la mancanza del contatto con le persone, i pensieri che piano piano si spengono, poi la risalita, la sconfitta delle paure del buio e della solitudine, il ritorno a casa a Lecce e la ripartenza con un brano che è un inno alla gioia. La cantante si racconta a FQMagazine con una nuova consapevolezza: nulla sarà come prima.

Dopo il lockdown le persone sono cambiate?
Per quel che mi riguarda, non ho avuto bisogno di questi due mesi di fermo totale per capire l’importanza della vita perché ogni giorno quando apro gli occhi, ringrazio Dio perché amo la vita. Devo dire però che mi aspettavo un atteggiamento diverso dalle persone, in seguito a questa cosa eccezionale che abbiamo vissuto tutti. Non parlo di me, io mi sono sempre messa in discussione, ma inevitabilmente tutti nel mondo, nessuno escluso, abbiamo ricevuto una bella botta. C’è chi è stato più fortunato e chi meno a vivere questa circostanza. Pensavo che tutto questo avrebbe attenuato in qualche modo i giudizi, i pensieri cattivi delle persone e il fatto di parlare sempre a sproposito. Speravo davvero che certe cose potessero cambiare. Invece non è accaduto nulla. Anzi…

Siamo peggiorati?
In tante situazioni sì. Lo vedi da chi si accanisce sempre su ogni cosa. Questo mi dispiace. Purtroppo dimentichiamo tutto subito, senza far tesoro di quello che abbiamo vissuto.

Per questo eviti di parlare sui social?
Scelgo io quando parlare. Non mi piace essere una ‘prezzemolina’ e dire sempre quello che penso. Succede poi che c’è sempre qualcuno che ti risponde in negativo, anche quando dici una cosa positiva. La felicità degli altri dà proprio fastidio, fateci caso.

In che senso?
A me è successo quando ero ragazzina. Quando sono uscita da ‘Amici’ mi hanno scritto qualsiasi cosa: ‘quanto urla’, ‘quanto è brutta’ e mille altre cose. È come se l’intenzione delle persone sia quella di accanirsi contro chi sta vivendo un bel momento personale e professionale. Davvero non me lo spiego, è così bello gioire per la felicità degli altri.

È per questo che ti esponi poco?
Anzitutto il privato lo tengo per me, ho sempre fatto questa scelta perché sapevo che mi avrebbero giudicato tutti. Non avrei saputo come difendermi. Per quanto riguarda i social è stato giusto mostrarmi per quella che sono con i miei pregi e difetti. Sono una donna sincera e quando hanno iniziato a giudicarmi, ho iniziato a non dar peso a quelle parole. Ho cercato di tutelarmi, in tutti i modi, pubblicando foto e video, ma sempre cercando di difendere la mia privacy.

Ti capita di sposare delle cause e di portarle avanti?
Certo, a me non piace dire la mia su tutto ma è capitato, anche in passato, che ci abbia messo la faccia in alcune cose in cui credo. Ad esempio quando si è trattato di tutelare i lavoratori fragili dello spettacolo e di difendere le donne. Sono temi in cui credo e che fanno parte della mia vita.

Com’è la situazione degli operatori del settore con cui hai collaborato in tour?
Ho cercato di perorare la loro causa in ogni modo, con alcuni colleghi abbiamo anche letto una lettera indirizzata al Governo. Sono professionisti, uomini e donne, che ho sentito tutti i giorni perché fanno parte della mia famiglia sopra il palco e al di fuori del palco. Hanno storie importanti, famiglie alle spalle, hanno bisogno di tutele e se le meritano perché sono professionisti riconosciuti in tutto il mondo. Noi parliamo per dar voce a loro, se no a cosa serve essere, si fa per dire, famosi o vip?

Com’è, invece, il tuo stato d’animo?
Si muore una volta sola, abbiamo la possibilità di vivere tutti i giorni dei piccoli miracoli e sono felice così. La salute è la cosa più importante, ho una famiglia che mi vuol bene e faccio un lavoro che sto vivendo alla grande e che amo tantissimo. Questa è la vita per me, voglio vivere al mille per mille. Ci sono delle cose personali che mi sono accadute, ora le mie priorità sono cambiate.

Come sono cambiate?
Oggi ci sono prima io, il mio stare bene e il prendermi cura di me stessa, poi ci sono le persone che amo.

In passato ti sei annullata per gli altri?
Mi sono donata agli altri e in questo ho preso da mia nonna, con la quale sono cresciuta. Mia nonna era la casa sicura in mezzo alla tempesta, la spalla su cui tutti potevano piangere. Lei faceva mille cose dalle pulizie alla cucina, viveva in campagna era dedita al sacrificio e si prendeva cura di tutta la famiglia. Fino a 90 anni è stata la colonna portante di tutti noi. Ma alla fine ho capito che non sono lei. Posso fare quello che mia nonna faceva però in maniera diversa. Mi sono sempre fatta in quattro per gli altri e ho pensato poco a me stessa. Ci sto lavorando ed è meraviglioso fino ad ora…

Hai scoperto lati di te che non conoscevi?
Nel lavoro soprattutto perché ho sempre subito tante cose come la pressione, le circostanze… Spesso non mi sono mai sentita all’altezza. Ho sempre vissuto male il successo. Non ho mai goduto dei premi, dei riconoscimenti, delle certificazioni, mi sono sempre affidata giustamente alla mia gente che mi seguiva sempre. Oggi se posso godere del primo posto, lo faccio e me la voglio proprio godere. Ecco perché ‘Karaoke ‘ mi ha regalato un sacco di cose belle tra l’energia delle persone e il primo posto per settimane. Stavolta me la sono goduta e che figata! (ride, ndr).

Come mai hai deciso di puntare proprio su “Karaoke”?Ci ho pensato su una settimana e ho combattuto per portare avanti il progetto di ‘Karaoke’. Ho detto: ‘Sai che c’è? Mi sento di farla e l’ho fatta’. Avevo voglia di cantarla perché mi regala felicità, mi fa ridere, mi è piaciuta tantissimo. Non è solo un tormentone, probabilmente darò anche il tormento (ride, ndr) a qualcuno certo, però nasce tutto dalla voglia da parte della gente di spensieratezza, di conseguenza anche io volevo essere spensierata. Non sarei potuta uscire con un altro pezzo. Mi hanno proposto delle cose soprattutto in linea con una certa progettualità discografica, ma non era il mio ragionamento.

Cosa avevi in mente?
Volevo sì tracciare un percorso ma che partisse da me, dal mio stato emotivo. Avevo proprio bisogno di proporre qualcosa di leggero, far passare un messaggio semplice, forte che potesse far ‘rinascere’ le persone dopo il lockdown e regalare emozioni ed energie. ‘Karaoke’ è stata la mia ancora di salvezza. Per i Boomdabash poi ho un amore folle e anche per le loro famiglie. Siamo come fratelli, ci conosciamo bene. Sono più ‘terroni’ di me e questa cosa mi diverte troppo.

Perché parli di bisogno emotivo?
Quando è finito il lockdown non avevo più emozioni, sensazioni, mi ero chiusa dentro perché vivo con la gente e per la gente, tutto questo mi è mancato. Io osservo tanto quando esco e mi mancava vedere le persone insieme, come ad esempio una nonnina con la nipote o il racconto di uno sguardo. Tutto questo mi arricchisce sempre. Invece d’un tratto mi sono ritrovata da sola con il mio cane a Roma. All’inizio avevo diverse cose da fare, ho pulito casa, facevo yoga, cucinavo… Poi non mi andava più di fare nulla, nemmeno palestra, ho smesso pure di ascoltare musica.

Non ti sei più ripresa?
Un pochino quando quella matta di Emma mi ha chiamato a tradimento in video su Instagram. Io non ho mai fatto dirette Instagram perciò sono uscita dal bagno di corsa, ero in pigiama e con i capelli per aria, così le ho risposto convinta di parlare solo con lei e invece mi sono ritrovata all’improvviso davanti a migliaia di fan in diretta. Quando abbiamo finito, l’ho richiamata e le ho fatto un cazziatone! (ride, ndr). Da quel momento, ho pensato che avrei potuto fare anche io delle dirette, così ho fatto degli allenamenti con una mia amica di Lecce, dei collegamenti con Nicolò De Devitiis de Le Iene, poi di nuovo il vuoto…

Che tipo di vuoto?
Ho iniziato a non mettere più insieme i miei pensieri, mi sono spenta. Me ne sono accorta quando ho fatto un collegamento con Fiorella Mannoia a ‘La vita in diretta’ per fare un appello a favore dei lavoratori dello spettacolo. Non sono riuscita a collegare i pensieri. Subito dopo mi hanno contattato per una intervista telefonica per un mensile, ho solo chiesto la cortesia di poterla fare scritta perché mi si erano spente le parole e non riuscivo proprio a sostenere una chiacchierata al telefono.

Come ne sei uscita?
Iniziando un percorso. Piano piano è stato come se avessi trovato gli strumenti per sistemare delle cose dentro di me. Ne manca ancora qualcuno, ma mi piace molto quello che sto facendo.

Racconterai tutto questo nelle tue nuove canzoni?
Ho pensato se fosse il caso di raccontare tutto questo. In realtà vorrei tenermi queste cose che ho vissuto per me. Ho voglia di raccontare chi sono oggi, della ricerca dell’energia anche nei momenti difficili, del fatto che sono una donna forte però capace di emozionarmi. Emozionarsi non è segno di debolezza, perché debole nella vita non lo sono stata mai. Sono fragile, quello sì, non mi sono mai vergognata di mostrarlo. Oggi ho voglia di far sapere ancora di più quanto sono forte ed esserlo per la mia gente. In queste settimane ho sentito degli autori, che poi sono ormai degli amici, e ci siamo confrontati molto. Davide Petrella mi ha pure consigliato di far costruire uno studio a casa mia! Ci siamo scambiati idee e parole con Daniele Magro, Roberto Casalino e tanti altri che mi hanno aiutata a mettere in musica alcuni pensieri. Durante questi confronti ho capito chi mi ha aiutato, chi mi è stato accanto come amico e altre persone mi sono state vicine mentre cadevo.

Chi ti ha aiutata?
Mi sono anche aiutata anche da sola. Ho sempre avuto due grandi paure nella mia vita: della solitudine e del buio. Le ho vinte tutte e due. È stato molto bello, una esperienza forte che ho affrontato da sola. Ho parlato con loro, con le mie paure, ho avuto un contatto ravvicinato con loro e ci ho fatto pace. Tutto questo mi ha fortificato tantissimo.

Com’è stato tornare a casa?
Quando sono tornata a casa a Lecce, mi sono ritrovata catapultata in una situazione completamente diversa: è stato strano per me avere intorno di nuovo tutta la famiglia, mia nipote, chi gridava da una parte e l’altra, le mie sorelle, mia madre e mio padre. Le prime tre settimane mi sono ritrovata a cercare il mio lockdown personale, perciò mi chiudevo dieci minuti da sola in silenzio in camera mia per assestarmi un po’. Ho fatto un po’ di fatica all’inizio a riabituarmi, poi è andata bene.

C’è qualcosa che manca nella tua vita?
Non mi manca nulla, sono troppo felice, sto proprio bene ed ho il cuore in pace. Ho tutto quello che mi serve. Non è che bisogna essere accoppiati per essere felici… Sono contenta di non essere mai cambiata, sono orgogliosa di me, sono cresciuta, sono una donna consapevole e fiera di esserlo.

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