È il 9 marzo 2020 quando Alessia Bonari, 23 anni, infermiera in un ospedale a Milano, posta un selfie del suo viso segnato da ore con la mascherina. Il lockdown è appena iniziato, ma la pandemia da coronavirus sta mettendo a dura prova le terapie intensive. “Ho paura perché la mascherina potrebbe non aderire bene al viso, o potrei essermi toccata accidentalmente i guanti sporchi, o magari le lenti non mi coprono nel tutto gli occhi e qualcosa potrebbe essere passato”, scrive l’infermiera nel post, raccontando la stanchezza alla fine dei turni massacranti e mostrando i segni lasciati dai dispositivi di protezione dopo tante ore. Ma la paura non le ha impedito di continuare a prendersi cura dei pazienti insieme ai suoi colleghi e per questo è diventata il simbolo della lotta al coronavirus. Oggi Alessia Bonari è stata invitata sul red carpet di Padrenostro, film diretto da Claudio Noce, in rappresentanza di tutte le persone, infermiere, medici e operatori sanitari che hanno combattuto in prima linea la battaglia contro il Covid-19. A Venezia ha ricevuto il premio di “personaggio dell’anno”, organizzato da Tiziana Rocca. Sui social, l’infermiera ha ringraziato: “Grazie Venezia per tutto l’affetto ricevuto ma soprattutto grazie alla mia Italia”, ha scritto. Nei commenti un’ondata di ammirazione: “Finalmente una persona degna di calcare il red carpet!”, “Te lo meriti”, “Grazie per quello che hai fatto in questi mesi”.

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Grazie Venezia per tutto l’affetto ricevuto ma soprattutto grazie alla mia Italia ❤️#nursepower #venezia77 #venicefilmfestival @momoni_official

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Memoriale Coronavirus

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